Novità a Città Sant’Angelo Arriva il marchio H&M

12 Maggio 2022

L’azienda abbandona i locali di Pescara per trasferirsi al centro commerciale La proprietà esclude tagli al personale. I sindacati Cisl e Uil: siamo coi lavoratori

CITTÀ SANT’ANGELO. A Città Sant’Angelo, nel centro commerciale Pescara Nord, arriva il negozio di abbigliamento H&M, che lascia i locali di corso Vittorio Emanuele, a Pescara. L’ufficialità è arrivata ieri dai sindacati Fisascat Cisl Abruzzo Molise e Uiltucs Abruzzo, rappresentati rispettivamente da Davide Frigelli e Marcella Carletti il primo e Alberto Stampone e Bruno Di Federico il secondo. I sindacati, informati dai lavoratori che temevano il peggio, hanno assunto informazioni sul futuro dei 24 addetti.
«L’azienda», ha commentato Frigelli, «ha garantito che non ci saranno tagli. Ma la metratura che si andrà ad occupare a Città Sant’Angelo sarà inferiore a quella di Pescara per cui, puntando a preservare gli addetti, ci auguriamo che non ci saranno emorragie. E restano la preoccupazione e il rammarico per una piazza che viene lasciata, quella di Pescara, dove però la metratura di H&M dovrebbe essere occupata da Oviesse».
«Abbiamo incassato le rassicurazioni dell’azienda, non trattandosi di una chiusura ma di un trasferimento a Città Sant’Angelo», ha commentato Stampone. «Resta il fatto che la metratura occupata dal negozio passerà da 1.900 a 1.300 metri quadri circa per cui in futuro ci potrebbe essere una riduzione del personale. E il fatto di vedere sempre più negozi chiusi ci porta a lanciare un appello alla politica regionale affinché si crei un tavolo con le organizzazioni sindacali per trovare una soluzione, essendoci stata una riduzione dell’occupazione, nel commercio. Ciò che serve è una legge quadro, per consentire a chi perde il lavoro di essere ricollocato nelle nuove attività».
Tra le questioni affrontate dai due sindacati c’è anche il passaggio di Conbipel, che «è stata acquisita da una multinazionale canadese (appartenente a un fondo) con sede legale a Londra», ha detto Frigelli. Anche in questo caso i sindacati non abbassano la guardia. «Hanno dichiarato di proseguire le vendite con lo stesso marchio ma vorremmo rassicurazioni ampie e certe rispetto al mantenimento dei punti vendita (in Abruzzo ce ne sono 5) e dei 1.408 addetti in tutta Italia, di cui circa 35 in Abruzzo. Il rischio è quello di una riorganizzazione che potrebbe portare in un secondo momento ai licenziamenti e la questione è sul tavolo nazionale. In linea generale», ha concluso Frigelli, «la fotografia che emerge per il commercio pescarese è sempre più spaventosa perché il settore dell’abbigliamento perde mentre acquista forza il food and beverage». (f.bu.)