Numeri già da zona bianca Ecco i dati che lo provano

21 Maggio 2021

Nessun decesso recente e appena sedici ricoverati nelle terapie intensive della regione Incidenza dei casi scesa a 42 (a novembre era 370). I posti letto occupati sono solo il 9%

PESCARA. Ospedali che si svuotano, tasso di occupazione dei posti letto sempre più basso, incidenza settimanale (dei nuovi casi per centomila abitanti) ai valori minimi degli ultimi otto mesi: l'Abruzzo ha già numeri da zona bianca. Lo conferma l'analisi dei singoli parametri che abbiamo elaborato ieri riportandoli nella tabella qui a destra. Il passaggio, quello ufficiale, nell'area di rischio senza restrizioni avverrà però il 7 giugno, a condizione che la situazione continui a migliorare alla velocità attuale. Per fortuna anche i dati del giorno non fanno che certificare il quadro favorevole: non solo pochi i contagi ma anche un nuovo azzeramento dei decessi.
LA ZONA BIANCA. Nella tanto ambita zona bianca non ci sono restrizioni. Valgono solo le regole di comportamento, tra cui utilizzo della mascherina, distanziamento interpersonale e divieto di assembramento. E non c'è neppure il coprifuoco. Stando alle ipotesi avanzate nell'ultima riunione della Cabina di regia nazionale, il primo giugno dovrebbero entrare nell'area senza restrizioni Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna, mentre il 7 giugno toccherebbe all'Abruzzo, insieme a Veneto e Liguria.
Ovviamente solo se il trend delle ultime settimane verrà confermato e se non si assisterà ad un nuovo peggioramento. Possibilità che, a guardare i dati abruzzesi, sembra ormai remota.
LE NUOVE REGOLE. Alla base di tutto ci sono le regole per la classificazione delle regioni in zone a colori, riviste con l'ultimo decreto del Governo Draghi. Viene superato quello che fino ad oggi è stato il parametro madre, cioè l'indice Rt (erre con ti), il tasso di riproduzione netto della malattia. In ogni caso, in attesa del monitoraggio settimanale di oggi, in base alle anticipazioni l'indice abruzzese è in calo.
L'indicatore principale diventa invece l'incidenza settimanale dei nuovi casi per centomila abitanti: in altre parole quanti contagi si registrano, nell'arco di sette giorni, su una data porzione di popolazione. Il calcolo restituisce un valore che consente di stabilire dei limiti standard, uguali per tutti, a prescindere dal numero di residenti. Con un'incidenza che, per tre settimane, resta al di sotto di 50 avviene il passaggio in zona bianca, un dato tra 50 e 149 è compatibile con la zona gialla e tra 150 e 249 con la zona arancione. Con un valore superiore a 250 scatta la zona rossa automatica (si veda la tabella).
Altro indicatore fondamentale è il tasso d’occupazione dei posti letto. Una percentuale inferiore al 20 per le terapie intensive e al 30 per l'area medica è compatibile con la zona gialla o, se l'incidenza lo consente, con la zona bianca. Oltre quelle soglie il dato è da arancione e se si superano il 30 e il 40% scatta la zona rossa.
IL NOSTRI DATI. In Abruzzo l'incidenza settimanale al momento è a quota 42. Il passaggio ad un valore compatibile con la zona bianca c'è stato mercoledì, con 44 (nel grafico la curva rossa rappresenta l'incidenza settimanale, gli istogrammi blu i contagi del giorno e la linea gialla la soglia da zona bianca).
Quello odierno è il dato più basso dallo scorso 13 ottobre. Nei mesi scorsi l'Abruzzo ha raggiunto i record negativi il 14 e il 20 novembre, con un'incidenza pari a 370. Per quanto riguarda la terza ondata, il 28 febbraio il dato, spinto in alto dalla difficilissima situazione del Pescarese e del Chietino, ha superato quota 260.
Ora, però, il parametro scende in fretta: solo due settimane fa era il doppio rispetto a quello odierno.
La regione, per non vanificare gli sforzi, deve però rimanere al di sotto della soglia dei 50. In pratica il limite massimo per mantenere valori da zona bianca è pari a 92 contagi al giorno.
LE PROVINCE. Le regole del Governo si riferiscono alla situazione regionale. Ma per comprendere in che direzione vada l'Abruzzo è utile anche l'analisi territoriale. Il quadro, ovviamente, varia da zona a zona, ma tre province su quattro presentano un dato uguale o inferiore a 50.
La situazione migliore è quella del Pescarese, che ha un'incidenza al di sotto di 50 da quaranta giorni: ora è a 21. La provincia di Pescara è stata per circa un mese quella con il dato più basso d'Italia; alcuni giorni fa è stata superata, pur restando tra le migliori. Seguono l'Aquilano, che con 43 registra il dato più basso dell'anno, e il Teramano (44). In coda c'è il Chietino, comunque in costante discesa: l'incidenza, pari a 55, è ai minimi del 2021.
I RICOVERI. Assolutamente favorevole e compatibile con la zona bianca anche il tasso di occupazione dei posti letto.
Il dato, in costante flessione, è al 9% per le terapie intensive e al 13% per l'area medica, lontanissimo dalle soglie di allarme.
I ricoveri, d'altronde, scendono in fretta e passano dai 218 di mercoledì ai 197 di ieri: 181 pazienti (-19 ) sono in terapia non intensiva e 16 (-2, con un nuovo ingresso) sono in terapia intensiva. Gli attualmente positivi tornano sotto quota seimila per la prima volta dal 30 ottobre. Nelle ultime ore sono 152 in meno, per un totale di 5.943 persone.
ZERO MORTI. Tra i tanti dati positivi di giornata c'è quello relativo alle vittime.
L'Abruzzo, per la terza volta nelle ultime due settimane, azzera i decessi. Il bilancio complessivo resta invariato. Pochi i nuovi casi: solo 62. Sono emersi dall'analisi di 3.452 tamponi molecolari: è risultato positivo l'1,8% dei campioni. I nuovi positivi hanno età compresa tra 2 e 98 anni. Quelli con meno di 19 anni sono diciotto.