Nuova cava a Colle Pietrosa, si decide oggi

Popoli. Il comitato Valutazione d’impatto ambientale si esprimerà sul sito contestato dagli ambientalisti
POPOLI. Oggi il comitato di Valutazione di impatto ambientale (Via) della Regione deciderà sulla possibilità di realizzare una nuova cava di materiale calcareo in località Colle Pietrosa, essendo esaurita quella di Pizzo Carluccio aperta nel 2002, la cui autorizzazione consentiva un tempo di estrazione di 15 anni e che, nel 2014, ha usufruito anche della possibilità di un ampliamento. Una cava, questa, che ha consentito l’estrazione di due milioni e mezzo di metri cubi di materiale, a fronte di quella di Colle Pietrosa che avrebbe una potenzialità di estrazione di inerti di 4 milioni da tirare fuori da una superficie estesa oltre trenta ettari, durante un periodo di sfruttamento di 20 anni, fino al 2038. La realizzazione di questo nuovo sito di estrazione prevede il taglio di circa 7 ettari di bosco e l’impegno della Fassa alla piantumazione di essenze arboree per circa 10 ettari, per bilanciare la perdita delle potenzialità ambientali.
Ma ciò su cui la commissione Via dovrà focalizzare l’attenzione è la valutazione visiva del sito, poco distante dalle Sorgenti del Pescara, e sui pericoli di impoverimento della potenza dell’acquifero e di una sua possibile contaminazione, anche se la società proponente, che fra l'altro ha già acquisto il parere favorevole per l’autorizzazione paesaggistica della Soprintendenza ai beni ambientali, ha fatto realizzare un studio dal dipartimento di Ingegneria ambientale del Politecnico di Torino, che assicura che fino a 60 metri di profondità non è presente la falda acquifera.
Ma ad esprimere forti dubbi è il Forum abruzzese dei Movimenti per l’Acqua che li ritiene predittivi «non conoscendosi», afferma in una nota, «particolari condizioni localizzate di permeabilità del suolo, non prevedibili in assenza di puntuali sondaggi sul campo e relative dettagliate analisi geologiche».
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