Nuova chiesa al Foro, si riparte: apertura del cantiere entro Natale

Dopo un anno di ritardi e burocrazia, la struttura degli Angeli Custodi può cominciare a diventare realtà Sorgerà alle spalle di quella attuale, che sarà abbattuta, e avrà 200 posti in più rispetto ai 150 attuali
FRANCAVILLA. Dopo un anno di burocrazia e ritardi, il progetto per la costruzione della nuova chiesa al Foro di Francavilla prova a riprendere il largo. L'opera, annunciata a dicembre 2019 con una presentazione a Palazzo Sirena, avrebbe dovuto prendere il via tra gennaio e febbraio.
La revisione di alcuni tasselli progettuali, come la potenza del fotovoltaico e una politica di contenimento dei costi ne hanno pero bloccato l'iter, colpito anche dall'arrivo del Covid. Negli ultimi giorni, la situazione sembra essersi sbloccata, tanto che è proprio don Andrea Sciascia a ipotizzare «la posa della prima pietra entro Natale».
La nuova chiesa sorgerà, come da progetto, alle spalle di quella attuale, al posto del palaForo. Avrà a disposizione 350 posti per i fedeli, vale a dire 200 in più rispetto agli attuali 150. La necessità di allargare la capienza è stato uno dei principali motivi che hanno indotto la parrocchia a spingere per ottenere una nuova struttura, il cui costo è di 3milioni e 250mila euro, finanziato al 75 per cento dalla Cei.
Quella degli Angeli Custodi di fatto è il riferimento per tutta la zona del Foro di Francavilla, che conta oltre 7mila residenti. Accanto all'incremento dei posti, un occhio di riguardo è stato inoltre rivolto alle attività pastorali, a partire dal catechismo: fino a questo momento, le lezioni dei bambini vengono ospitate nella scuola elementare del quartiere, messa a disposizione dal Comune.
Con la nuova struttura invece, potranno tornare all'interno della parrocchia, che avrà otto aule per la catechesi, una sala da 250 posti e la casa canonica. «Avremmo voluto rispettare la tabella che ci eravamo prefissi un anno fa, ma impedimenti tecnici e l'arrivo della pandemia hanno rallentato i lavori», spiega il parroco. «Adesso, siamo in attesa del decreto che dovrà dare il via alla realizzazione: contiamo di riceverlo per fine novembre, così da poter posare la prima pietra entro Natale».
Lo slittamento del via incide anche sui tempi di realizzazione, che inevitabilmente si dilatano. Se prima si contava di completare il tutto per la prima metà del prossimo anno, ora le previsioni sono inevitabilmente diverse: «Sperando che non ci siano ulteriori intoppi, credo sia verosimile stimare la consegna dell'opera per l'inizio del 2023», conferma don Sciascia. Che allo stesso tempo assicura: «Fin quando la nuova chiesa non sarà pronta, rimarrà operativa quella attuale, così da non lasciare l'intera zona priva del suo riferimento».
In base al progetto, una volta che la nuova chiesa avrà preso il posto del palaForo, l'attuale sarà demolita, così da trasformare lo spazio che attualmente occupa in una piazza che potrà tornare a essere centro di aggregazione, non appena l'eliminazione delle misure anti coronavirus lo consentirà.
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