Nuova giunta, ora l’Udc minaccia la rottura

19 Giugno 2019

I partiti litigano sulla spartizione dei posti, spunta l’ipotesi di partire subito con una squadra a cinque

PESCARA. Spunta l’ipotesi di partire con una giunta incompleta. Mentre l’Udc minaccia di andare all’opposizione in tutta la regione. Sarebbe questo lo scenario emerso nelle ultime ore nel centrodestra. La spartizione dei posti e la scelta delle donne che dovranno essere nominate assessori restano i nodi principali che bloccano la nascita della nuova squadra di governo della città. I partiti del centrodestra non riescono a trovare un accordo e arrivare ad una soluzione, al momento, appare alquanto difficile.
Il neo sindaco Carlo Masci ha dato tempo alle forze della coalizione di arrivare ad un’intesa entro questa settimana. «In qualunque caso», ha ribadito, «io annuncerò la nuova giunta entro sabato prossimo». È il messaggio indiretto inviato ai quattro coordinatori regionali di Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Udc, Giuseppe Bellachioma, Nazario Pagano, Etel Sigismondi ed Enrico Di Giuseppantonio, nonché ai responsabili delle due liste civiche Pescara futura e Amare Pescara, Miki Lepore e Piacentino D’Ostilio.
Ieri, non ci sono stati altri incontri. Dopo il vertice di lunedì pomeriggio nella sede della Regione di piazza Unione, i partiti non hanno fissato un nuovo appuntamento. Un segnale non certo positivo che conferma le difficoltà e la tensione crescente tra le varie forze della coalizione. E, forse non a caso, ieri è spuntata anche l’ipotesi che Masci possa presentare entro sabato una giunta incompleta, in attesa che i partiti si mettano d’accordo sui posti da ricoprire. Secondo indiscrezioni, si partirebbe con una giunta a cinque: due assessori della Lega, due di Forza Italia e uno di Fratelli d’Italia. Una situazione paradossale che tuttavia ha un precedente, quello dell’allora sindaco Luigi Albore Mascia. Nel 2009, partì con una giunta con un assessore in meno. Ma l’Udc, che teme di essere lasciata fuori, minaccia la rottura. Se il primo degli eletti, Massimiliano Pignoli, non dovesse essere nominato assessore, l’Unione di centro sarebbe pronta ad abbandonare tutte le giunte e ad andare all’opposizione in tutta la regione.
Ma questa è solo una delle tante indiscrezioni che circolano in queste ore negli ambienti politici. Quello che è certo è che persistono le difficoltà nella formazione della nuova squadra per il governo della città. Difficoltà peraltro riscontrate anche in passato dalle precedenti amministrazioni, sia di centrosinistra, che di centrodestra. Anche stavolta le richieste e le ambizioni dei singoli partiti superano il numero dei posti in giunta. Gli assessori devono essere nove, ma ce ne vorrebbero almeno undici.
La Lega continua a chiedere quattro posti, più la presidenza del consiglio comunale, a cui però sarebbe disposta a rinunciare per ottenere i quattro assessorati. Si fanno, in proposito, i nomi di Gianni Santilli, Adelchi Sulpizio, Marcello Antonelli, in corsa anche per la presidenza e quelli di due donne Maria Rita Carota e Maria Giulia Montopolino. Nel caso, però, la presidenza non dovesse andare alla Lega, entrerebbero in giunta tre uomini (Santilli, Sulpizio e Antonelli) e una sola donna (Carota), oppure due uomini (Santilli e Antonelli) e due donne (Carota e Montopolino).
Ancora più complicata la situazione per Forza Italia che aspira a tre assessorati, o quattro nel caso dovessero sommarsi agli azzurri anche le due liste civiche. I nomi in questo caso sarebbero quelli di Luigi Albore Mascia, Isabella Del Trecco, Eugenio Seccia, di Forza Italia e Valeria Toppetti, di Pescara futura.
Fratelli d’Italia non intende rinunciare a due posti per Alfredo Cremonese e Fabrizio Rapposelli. Infine, c’è l’Udc con Pignoli. Totale undici assessori, che potrebbero diventare dieci se la presidenza del consiglio dovesse essere assegnata a Fratelli d’Italia o all’Udc, ammesso che uno di questi due partiti accetti lo scambio. Le richieste scenderebbero comunque a dieci, ma gli assessorati sono nove. (a.ben.)
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