Nuova legge per eliminare le barriere architettoniche

La proposta potrebbe finalmente risolvere un vuoto normativo da Paese incivile Così i 5 Stelle mettono la giunta Marsilio con le spalle al muro: «Ora deve agire»
L’AQUILA. Una proposta di legge del Movimento 5 Stelle, firmata dal capogruppo in Regione, Francesco Taglieri, mette la giunta di centrodestra con le spalle al muro sui diritti negati alle persone disabili. Come hanno già denunciato, attraverso il Centro, lo stesso Taglieri, il compagno di partito Domenico Pettinari, il segretario generale della Cgil, Carmine Ranieri e soprattutto l’ex consigliera regionale Antonella Bosco e il presidente dell’Associazione Carrozzine Determinate, Claudio Ferrante, la norma sull’eliminazione delle barriere architettoniche, approvata 16 anni fa, non viene applicata.
La proposta di Taglieri introduce una modifica che può sbloccare questa legge, la numero 1 del 2008, dimenticata in un cassetto della giunta, prevedendo la costituzione di un Registro regionale telematico con i Piani di eliminazione delle barriere architettoniche (Peba) compilati dai Comuni, le Province e gli enti pubblici in genere.
«È una soluzione facilmente percorribile», spiega Taglieri, «che dovrebbe porre fine alle disparità tra cittadini. Non si può accettare che vi siano ostacoli fisici che limitano la mobilità di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita, in forma permanente o temporanea. È una norma di civiltà che dev’essere messa in discussione e approvata il prima possibile», afferma il pentastellato rivolgendosi alla maggioranza di centrodestra e al presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri. Ma più che un appello è un richiamo al rispetto di diritti civili negati.
La proposta di legge prevede che la Regione, per quanto concerne gli edifici di sua competenza, dovrebbe adottare un piano efficace di eliminazione delle barriere architettoniche e, nella sua funzione di raccordo tra enti, dovrebbe anche intervenire sulle amministrazioni comunali e provinciali per capire quali tra queste sono indietro sull’abbattimento delle barriere e perché.
«Il progetto di legge», prosegue Taglieri, «consente alla Regione di individuare le amministrazioni inadempienti, risolvendo una criticità che la norma del 2008 non è riuscita a colmare. Una volta chiarita la situazione nei 305 Comuni e nelle 4 Province, la Regione potrà gestire le risorse a favore delle amministrazioni virtuose. La proposta infatti prevede, come già dovrebbe accadere con la legge del 2008, che la mancata redazione dei Piani di eliminazione delle barriere sia motivo di limitazioni all’accesso ai contributi regionali. E stabilisce i dati che ciascuna amministrazione locale deve indicare nel registro regionale: l’atto amministrativo di adozione del Piano, il cronoprogramma degli interventi, la data di aggiornamento, l’ammontare delle risorse stanziate e un’informativa, con cadenza annuale, da parte dell’assessore regionale ai Lavori pubblici alla Commissione consiliare competente, con l’elenco delle amministrazioni adempienti e la pubblicazione di queste ultime nel registro della Regione».
Una lista di buoni e cattivi, sindaci o presidenti di Province. «Ma è triste constatare che a fine legislatura la Regione a trazione centrodestra sia così in ritardo su un tema importante», sottolinea il capogruppo d’opposizione. «Parliamo di migliaia di abruzzesi con disabilità fisica, sensoriale, cognitiva, gli anziani, i bambini, i genitori con passeggini e altre fasce deboli di popolazione, come le persone in sovrappeso o in convalescenza».
In Italia, oltre il 22% della popolazione è Over 65 anni e il numero di anziani non autosufficienti si attesta sui 6,3 milioni di persone. «Non è un caso se nel 2021», conclude Taglieri, «ho fatto approvare una mozione per ottenere l’impegno della giunta regionale verso il turismo accessibile in Abruzzo abbattendo ogni tipo di barriera fisica e culturale attraverso la sperimentazione del progetto Bandiera Lilla. Un impegno che purtroppo non è stato mantenuto, a dimostrazione di quanto Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia non siano sensibili al tema».
Per la maggioranza di centrodestra in Regione è un’occasione per smentire quest’ultima affermazione, e per l’opposizione Pd per far sentire la propria voce, assente nel dibattito che si è riacceso sui diritti negati in Abruzzo.
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