Nuova linea ferroviaria, il caso in consiglio

San Giovanni Teatino convocherà una seduta per discutere sul piano bocciato da cinque Comuni
SAN GIOVANNI TEATINO. «La revisione del progetto rimane imprescindibile». Dopo aver ascoltato le parole della politica, il sindaco di San Giovanni Teatino Giorgio Di Clemente torna sulla questione relativa al raddoppio della linea ferroviaria tra Pescara e Roma, che tanto sta facendo discutere per l'impatto che avrebbe sul suo territorio e su quello di altri Comuni come Chieti, Manoppello, Alanno e Scafa. «Il punto centrale resta la necessità di un tavolo di confronto con Rfi, che rimane il nostro interlocutore principale», spiega il primo cittadino. «Ho apprezzato l'interessamento della politica, dall'assessore regionale Nicola Campitelli al governatore Marco Marsilio. Ben venga un incontro con gli autori del progetto, sperando che quella possa essere l'occasione giusta per spiegare che l'opera, così come pensata, andrebbe a compromettere la vita sociale ed economica del territorio. Onestamente non so se qualcuno di Rfi sia mai venuto a fare dei sopralluoghi per rendersi conto di quanto andrebbe a impattare, fin qui non abbiamo avuto la possibilità di interfacciarci con nessuno». Dice ancora: «Domani mattina (oggi, ndc) a Chieti ci sarà una nuova riunione tra i sindaci dei centri coinvolti. L'idea è quella di organizzare un consiglio comunale aperto alla cittadinanza, per manifestare il nostro dissenso al progetto che sta nascendo. Sia chiaro, lo ribadisco di nuovo, nessuno di noi è contrario al raddoppio della linea ferroviaria: siamo consapevoli dei vantaggi che porterebbe a tutta la regione. Ma vanno studiate soluzioni alternative perché quella avanzata da Rfi è assolutamente inattuabile». Ancora più netta è l'assessore Gabriella Federico: «Chiediamo alla Regione di mettere in stand-by il progetto in attesa di un disegno meno impattante. Nel nostro piano regolatore è previsto l'interramento di quel tratto ferroviario, così da non danneggiare il territorio. Tra le altre cose, parliamo di un'opera che alla fine consentirebbe di risparmiare una ventina di minuti sulla tratta, distruggendo più di un territorio». Poi aggiunge: «Voglio inoltre ricordare che il tratto che attraverserebbe San Giovanni Teatino è stato già bocciato dal ministero della Transizione ecologica, che ha accolto il nostro ricorso chiedendo una nuova valutazione d'impatto ambientale». Quindi conclude: «Durante tutti questi anni non siamo mai riusciti a relazionarci con Rfi, la quale ha presentato un progetto senza tenere minimamente in considerazione le esigenze nostre e degli altri territori che ora protestano. Adesso chiediamo l'apertura del tavolo per arrivare a revisione che possa mettere tutti d'accordo». (a.d.s.)
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