Nuova linea ferroviaria, il piano in consiglio

L’opposizione chiede al sindaco una seduta per discutere del progetto bocciato da altri 5 Comuni
POPOLI. Il dibattito sul nuovo tracciato della ferrovia Pescara Roma, progettato da Rete ferroviaria italiana (Rfi) si allarga anche alla città di Capo Pescara con una richiesta del gruppo di minoranza di Popoli democratica in Comune di convocazione di una seduta di consiglio comunale straordinaria per approfondire gli aspetti progettuali e le ricadute ambientali, per il Comune popolese e dei centri del circondario.
Sono stati i consiglieri di opposizione Alfredo La Capruccia, Antonio Castricone, Andrea Marino e Giulia La Capruccia a chiedere, al sindaco Dino Santoro e alla sua amministrazione, di «rompere il silenzio sul progetto della nuova linea ferroviaria Pescara-Roma», come scrivono nella loro comunicazione. «A seguito di numerose notizie apparse sulla stampa», affermano in una nota, «rimaniamo stupefatti di fronte al silenzio dell’amministrazione comunale popolese. È di primaria importanza, infatti, che Popoli si inserisca nel dibattito per giocare il proprio ruolo che, del resto, è di preminente interesse per il territorio dell'alta Val Pescara e della bassa Valle Peligna.
«La Pescara-Roma», proseguono i consiglieri, «interessa direttamente la Val Pescara, ma soprattutto il nostro Comune e andrebbero, dunque, valutati seriamente i benefici ed approfonditi anche i gravi rischi che potrebbe comportare la realizzazione di quest’opera».
Un tema che interessa larghissimi strati di popolazione di molti Comuni e per questo rimarcano «la necessità di coinvolgerli nella discussione tramite una diretta streaming della seduta dell'assise civica».
Il tema del resto non è rimandabile soprattutto per la sicurezza ambientale, poiché «la realizzazione di questo tratto di strada ferrata», come ribadiscono i 4 consiglieri, «prevede un lungo percorso in galleria che transita nelle viscere del massiccio del Morrone, circostanza che presenta gravi criticità come i rischi concreti per le Sorgenti del Giardino e per la faglia stessa del Morrone, ma anche di carattere sociale e di servizio alla popolazione, escludendo il progettato tracciato, le stazioni di Popoli e di Bussi sul Tirino che dovrebbero poi servirsi di quelle più vicine, previste in progetto, di Pratola Peligna e Torre de’ Passeri».
Dunque un progetto che andrebbe esaminato ed approfondito, in maniera specialistica, anche da parte degli enti locali e degli operatori economici del territorio.
«La strategia dell’opera», concludono i quatto consiglieri, «non può quindi prescindere da una visione unificante che tenga conto del coordinamento e del contributo dei territori interni».
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