Nuova Pescara, 150 incarichi Scoppia la lite sugli assessori Masci: «No al poltronificio»

22 Agosto 2023

Comincia l’esame degli emendamenti per cambiare lo statuto contestato Il sindaco contro Trulli e De Martinis: «L’unione serve ad abbattere le spese»

PESCARA. Via agli emendamenti per cambiare lo statuto della Nuova Pescara con 150 politici e tagliare le poltrone in palio per consiglieri e assessori. Ieri, in municipio, è cominciato l’esame delle proposte per ridurre i rappresentanti e gli organi del Comune unico: la commissione comunale Statuto, guidata dal consigliere Claudio Croce di Forza Italia, si riunirà anche oggi alle ore 9, domani e venerdì per confezionare una serie di proposte da portare all’assemblea del 4 settembre prossimo. Quel giorno, in municipio, si riuniranno i sindaci di Pescara, Spoltore e Montesilvano e tutti i consiglieri: all’ordine del giorno c’è l’approvazione della bozza di statuto, votata il 27 luglio scorso dagli amministratori di Spoltore e Montesilvano in polemica con Pescara. Il documento va approvato entro il 30 settembre altrimenti la Nuova Pescara potrebbe scattare già dal 2024 senza rinvio al 2027.
La bozza – una “Costituzione” di 116 articoli che disegna la mappa delle istituzioni della città allargata con 180mila residenti – dice che, oltre al sindaco, al consiglio comunale e alla giunta del Comune unico di Nuova Pescara, ci saranno anche 4 municipi con un presidente, un consiglio di zona e 4 assessori. Una moltiplicazione di incarichi che, per Spoltore e Montesilvano, servirebbe a garantire la rappresentanza mentre per Pescara è un doppione inutile: sono previsti 16 consiglieri per Spoltore (più il presidente) e 24 per Montesilvano, Pescara nord e Pescara sud (più il presidente). Compreso il Comune di Nuova Pescara, soltanto i consiglieri potrebbero essere 124 mentre attualmente ne sono 74: su questo si annuncia uno scontro in aula. La Nuova Pescara nasce sotto il segno del disaccordo.
Le ultime parole del sindaco Carlo Masci sono destinate ad animare il dibattito: «Non è neanche immaginabile che la più grande fusione fatta in Europa possa caratterizzarsi per un aumento di poltrone», premette Masci. E ancora: «La Pescara che nascerà con la fusione tra la Città Dannunziana, Montesilvano e Spoltore, ha tra i suoi irrinunciabili criteri ispirativi quelli del risparmio sulle spese, dello snellimento burocratico, della razionalizzazione dei costi e della semplificazione della macchina politico-amministrativa». È un messaggio che pare rivolto ai sindaci Chiara Trulli del Pd e Ottavio De Martinis della Lega: «Pescara si è già opposta, non votando la bozza di statuto già approvata dalla commissione, e si opporrà votando contro in consiglio nell’ipotesi in cui la carta fondativa del nuovo Comune non dovesse essere modificata con la riduzione delle poltrone. A tal proposito rassicuro tutti che il presunto sbandierato schema di “poltronificio” con l’aumento dei consiglieri, per quanto mi riguarda, è pura fantascienza». E il sindaco svela un dettaglio: il Comune di Pescara, in sede di ratifica del documento licenziato dall’assemblea, avrà un asso nella manica. «Il consiglio comunale di Pescara», dice il sindaco, «non consentirà mai la moltiplicazione dei ruoli. Voglio sottolineare che il “no” del consiglio comunale di Pescara riporterebbe automaticamente alla previsione di adozione del proprio statuto, con l’esclusione di tutti i municipi».
Il punto di incontro che potrebbe essere proposto da Pescara è questo: 12 consiglieri più il presidente per il municipio di Spoltore, 16 più il presidente per Montesilvano, Pescara nord e Pescara sud; sugli assessori, il Comune di Pescara non vuole affatto trattare: no alle giunte nei municipi; da discutere, poi, l’elezione diretta o no del presidente del municipio.
Anche il M5S invoca un taglio alle poltrone: «Spingeremo per ridurre al massimo il numero di cariche politiche previste, anche rispetto al punto di caduta raggiunto nei mesi scorsi prima della votazione della bozza che ha fatto saltare il tavolo. Come abbiamo sempre sostenuto», commentano i consiglieri Erika Alessandrini, Paolo Sola e Massimo Di Renzo, «la strada maestra della fusione doveva e deve essere la riduzione dei costi della politica e lo snellimento della macchina amministrativa, e spingeremo perché si possa alzare ulteriormente l’asticella in tal senso, intervenendo anche rispetto al numero di consiglieri municipali che era stato individuato, frutto di una mediazione con gli altri Comuni, oltre al taglio tout court delle giunte».