Nuova Pescara, a Spoltore ora si tratta per il rinvio

8 Novembre 2022

Giovedì il voto decisivo sull’istituzione del Comune unico da spostare al 2024 La Regione resta in attesa, ma poi potrebbe decidere di slittare tutto al 2027

SPOLTORE. Conto alla rovescia per la Nuova Pescara. Giovedì si saprà se anche il consiglio comunale di Spoltore sceglierà di rinviare di un anno l’istituzione della nuova città, così come hanno fatto le vicine Pescara e Montesilvano. Per legge, la Nuova Pescara deve nascere entro il 1° gennaio 2023. Se i tre consigli comunali, con la maggioranza dei due terzi, voteranno il rinvio, allora la data slitterà al 2024. Pescara è stata la prima a votare per un anno in più a metà ottobre; Montesilvano ha deliberato lo scorso 28 ottobre. Ora tocca alla città di Spoltore che ha optato per prendersi più tempo per decidere, sfruttando i 30 giorni, previsti dalla legge regionale, dalla trasmissione in Regione (avvenuta il 12 ottobre) della relazione conclusiva votata dall’assemblea costituente, a differenza degli altri due Comuni che hanno contato 30 giorni dall'approvazione. Se Pescara e Montesilvano hanno avuto pochi dubbi, per non incorrere nel rischio di nomina di un commissario da parte della Regione, come previsto nella norma, a Spoltore la decisione non appare per nulla scontata.
Da sempre fermamente contrario al progetto, il presidente del consiglio comunale Lucio Matricciani, non ha mai nascosto che l’unico rinvio utile sarebbe almeno al 2027. Un solo anno sarebbe, ai suoi occhi, totalmente insufficiente, tanto da essere persino meglio l’arrivo di un commissario. Bisogna capire se il resto dei suoi colleghi in maggioranza, a partire dal sindaco Chiara Trulli, la pensano come lui, dal momento che, ad inizio del mese scorso, il centrosinistra si era riunito a livello provinciale per individuare una linea univoca di voto su tutti e tre i Comuni, che doveva protendere per lo slittamento.
In caso di votazione favorevole alla delibera, quindi l’istituzione della Nuova Pescara scatta al 2024. In caso contrario la palla passerebbe alla Regione che avrebbe due strade davanti: lasciare le cose così come sono stabilite dalla legge, arrivare al 1° gennaio 2023, sciogliere i tre consigli, e nominare un commissario che a quel punto concluderà il processo; l’altra opzione, più plausibile, è che il consiglio regionale porti in discussione la proposta di modifica alla legge, già confezionata dal centrodestra, che slitta l’istituzione della Nuova Pescara al 1° aprile 2027, se i tre Comuni dimostreranno di aver raggiunto risultati precisi entro il 2023.
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