Nuova Pescara al 2024, è scontro Il rinvio è nelle mani di Spoltore

Il presidente Matricciani contro l’amministrazione Masci: «Così non va, vuole decidere per tutti» Si vota il 10 novembre, il sindaco Trulli: «Serve tempo per l’unione». Protesta in aula a Montesilvano
MONTESILVANO. Spetta a Spoltore l’ultima parola per il rinvio dell’istituzione della Nuova Pescara al 2024. Dopo che i consigli comunali di Pescara, il 17 ottobre, e di Montesilvano, venerdì scorso, hanno deliberato di slittare di un anno il completamento della fusione, si attende di conoscere l’esito della votazione anche a Spoltore. Il consiglio era stato convocato per giovedì scorso, ma l’assemblea ha scelto di non esprimersi e di rinviare tutto al 10 novembre, fondando la decisione sui 30 giorni, previsti dalla legge regionale, dalla trasmissione in Regione (avvenuta il 12 ottobre) della relazione conclusiva del processo approvata dall’assemblea costitutiva lo scorso 29 settembre, mentre gli altri due Comuni hanno contato 30 giorni dall’approvazione. La mossa ha sorpreso Pescara e Montesilvano, suscitando perplessità sulla correttezza del procedimento, come nel caso di Francesco Maragno, consigliere comunale a Montesilvano che, durante il consiglio di venerdì, ha paventato il rischio di un intervento del Tar. «Mi fa sorridere leggere della possibilità di un ricorso al Tar come se dovesse preoccuparci: non abbiamo nessuna paura che un giudice ci imponga la data del 1° gennaio 2023», commenta il presidente del consiglio di Spoltore, Lucio Matricciani che da sempre ha sostenuto inutile un rinvio del processo di un solo anno. «Il consiglio ha chiesto più tempo per decidere, nel rispetto della normativa regionale, che purtroppo né a Pescara né a Montesilvano qualcuno ha avuto il tempo di studiare. La nostra interpretazione è corretta anche perché nasce da un confronto con l’ufficio legale della Regione».
I rapporti specie tra Pescara e Spoltore si sono fatti tesi negli ultimi tempi, anche alla luce di alcune scelte dell’amministrazione Masci. «In attesa di realizzare la Nuova Pescara, la vecchia Pescara ritiene di poter decidere in autonomia per sé e per gli altri», va avanti Matricciani, «così mentre finanzia un canile sul territorio di Spoltore, senza dire nulla all’amministrazione di Spoltore, progetta nell’area di risulta il nuovo palazzo della Regione, tralasciando ogni tipo di confronto con gli amministratori di Spoltore e Montesilvano. Considero la scadenza del 2024 inaccettabile: il mio auspicio è che il 10 novembre il nostro consiglio decida di evitare il rinvio a quella data».
Più cauta il sindaco di Spoltore, Chiara Trulli: «Lasciamo che il consiglio si esprima il prossimo 10 novembre», afferma, «e sicuramente dominerà il buon senso. Abbiamo solo richiesto un orizzonte temporale più ampio. Non c’è stato nessun colpo di scena o chissà quale vulnus ai danni della Nuova Pescara. Questa fusione ha bisogno del tempo tecnico necessario per fare prima la messa a sistema dei servizi e dopo degli apparati politici».
Intanto venerdì in consiglio a Montesilvano è andata in scena la protesta dell’ex consigliere comunale Gabriele Di Stefano che, cartelloni alla mano, ha ribadito il suo no alla città unica: «La vera qualità della vita a cui tutti dovremmo mirare si concretizza nelle piccole e medie comunità non certo in una grande città», ha detto, «quindi non sulla base del numero di abitanti o di eventuali finanziamenti molte volte per opere inutili».

