Nuova Pescara al 2027, si vota La proposta di legge va in aula

22 Febbraio 2023

Maxi emendamento del centrodestra azzera le 1.546 osservazioni dell’opposizione ed è polemica La discussione in consiglio regionale fissata a martedì 28 febbraio. Il Pd protesta: così è una tagliola

PESCARA. Un mega sub emendamento che stralcia di fatto le 1.546 proposte di modifica delle opposizioni e che porta la discussione direttamente nel consiglio regionale di martedì prossimo. È la manovra fatta durante la commissione Affari generali all’Aquila che ieri mattina ha espresso il parere positivo finale sul progetto di legge di modifica della norma regionale per l’istituzione della Nuova Pescara. Se la maggioranza si dice soddisfatta per aver accolto gli emendamenti considerati ammissibili delle forze di minoranza, i giudizi delle opposizioni, che hanno votato contrariamente il provvedimento, sono di tutt’altro tenore, con il Pd che parla di tagliola e il Movimento 5 Stelle che etichetta l’azione come un colpo basso.
L’impostazione della proposta di legge che verrà discussa martedì 28 in consiglio è pressoché quella originaria del progetto che porta la firma del presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri e dei consiglieri Vincenzo D’Incecco e Leonardo D’Addazio. In pratica l’istituzione del Comune passa dal 1° gennaio 2024 al 1° gennaio 2027. Questo accadrà su richiesta di almeno due Comuni su tre e se saranno stati attivati 3 servizi in esercizio associato (sempre da due enti su tre) entro il 1° settembre 2023. Il presidente della giunta regionale Marco Marsilio e il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri dovranno verificare il raggiungimento degli obiettivi. In caso contrario l’istituzione resta al 1° gennaio 2024, con scioglimento dei tre consigli e commissariamento. Con il sub emendamento viene anticipato il completamento dello statuto provvisorio, inizialmente previsto a gennaio 2024, al 31 ottobre 2023 da parte della commissione, con adozione dell’assemblea costituente entro il successivo 30 novembre.
Polemico il M5S che, attraverso le parole del vicepresidente del consiglio regionale Domenico Pettinari, parla di «ennesimo colpo basso alla nostra opposizione». I pentastellati coi circa 800 emendamenti presentati puntavano a inserire ulteriori obiettivi intermedi, almeno semestrali, il cui mancato raggiungimento avrebbe fatto scattare la nomina di un commissario: «Il modus operandi utilizzato per far decadere tutti gli emendamenti in un solo colpo, come una ghigliottina è vergognoso. Abbiamo votato contro ieri e voteremo contro in consiglio. Avevamo chiesto che si inserissero delle verifiche intermedie tra il 2024 e il 2027 per ottenere la certezza del processo di fusione».
Insoddisfatti pure dal Pd, che oggi rimarcheranno le loro posizioni in conferenza stampa: «La risposta al nostro atteggiamento costruttivo che ci ha visto presentare delle belle proposte», analizza Antonio Blasioli, «è stata di rinviare il dibattito in aula. Avevamo chiesto l’istituzione di un ufficio fusioni e non è stato fatto, che venisse eliminato il meccanismo discrezionale che vede i presidenti di giunta e consiglio decidere sulle sorti della istituzione, ed è ancora lì. Non è stato riempito adeguatamente il tempo tra il 2024 e il 2027, né è stato reso lo statuto una condizione determinante per arrivare allo slittamento al 2027».
Al contrario si dice soddisfatto per il lavoro svolto, il presidente di commissione Fabrizio Montepara. «Ringrazio i commissari tutti, maggioranza e, minoranza e gli uffici per l’impegno profuso. Abbiamo cercato di recepire tutte le osservazioni e lo abbiamo fatto con gli emendamenti elaborati dagli uffici. Dispiace non essere arrivati all’approvazione con l’unanimità della commissione, ma spero che nel consiglio regionale del 28 questo avvenga».
Rivendica il lavoro svolto anche il capogruppo Lega, Vincenzo D’Incecco: «Gli uffici hanno declinato gli oltre 1500 emendamenti proposti dalle minoranze per bloccare la discussione. Credo che sia stato recepito il massimo delle richieste che potevano essere inserite. Il cuore delle proposte delle opposizioni è stato accolto, ovviamente sono rimasti fuori degli aspetti che non erano proprio ammissibili».