Nuova Pescara, ancora ostacoli Masci: «Indietro non si torna»

Montesilvano e Spoltore chiedono di abrogare la legge costitutiva del Comune che dovrà nascere A sostegno della proposta, lo studio dei bilanci: «Non vogliamo accollarci i debiti del capoluogo»
PESCARA. Ancora ostacoli per la nascita della Nuova Pescara. Sabato mattina, nella sala Corradino D'Ascanio del Consiglio regionale, l'ex sindaco Pasquale Cordoma (presidente dell'associazione), Licio Di Biase, i primi cittadini di Montesilvano Ottavio De Martinis e Spoltore Luciano Di Lorito e amministratori in carica, ma anche del passato, presenteranno la proposta di legge per porre fine al percorso costitutivo della Nuova Pescara.
A tre mesi dal primo appuntamento pubblico del Comitato F646 cittàpersempre, nato per opporsi all'unificazione di Pescara, Montesilvano e Spoltore, durante il quale annunciarono una proposta per abrogare la legge costitutiva del nuovo Comune, l'atto è pronto.
AVANTI VERSO LA META Prosegue dritto verso la meta, invece, il sindaco del capoluogo adriatico Carlo Masci. «Lunedì scorso, abbiamo avuto un incontro per procedere secondo le previsioni normative e iniziare il processo di fusione mettendo in condivisione tra i tre Comuni alcuni servizi. Abbiamo individuato in accordo delle attività che potranno essere svolte in sinergia e stabilito un percorso amministrativo che vedrà l'attivazione di tavoli tecnici e tematici e di tavoli politici. Peraltro, ho trovato negli amministratori sia di Montesilvano sia di Spoltore un clima sereno e collaborativo. D'altra parte, c'è stato un voto referendario in cui i cittadini si sono espressi e a seguito del quale la Regione ha emanato una legge. Noi sindaci e amministratori abbiamo il dovere di applicarla. Gli step previsti dalla normativa non ci troveranno impreparati».
IL COMITATO «La proposta abrogativa è fondata su due aspetti principali», spiega il presidente del comitato Cordoma. «Il primo è di natura economica. Le capacità di indebitamento dei tre Comuni sono molto diverse tra di loro e Montesilvano e Spoltore non possono accollarsi i debiti della città di Pescara. Per questo la proposta di legge sarà supportata da uno studio sui tre bilanci delle tre città. Il secondo tema centrale è prettamente politico. Non ne facciamo una questione campanilistica, ma con la fusione la rappresentatività dei comuni di Montesilvano e Spoltore sarebbe praticamente persa e con essa la democrazia stessa».
Alla conferenza, tra gli altri, parteciperanno anche Lucio Zazzara, docente all'università d'Annunzio e progettista incaricato della redazione della variante al Piano regolatore di Montesilvano, e l’ex vice sindaco e docente universitario Piergiorgio Landini, oltre ai sindaci di Montesilvano e Spoltore.
L’ASSEMBLEA «Vogliamo spiegare ai cittadini quello che molti continuano a non dire», ha anticipato De Martinis «ossia gli effetti negativi che si verranno a creare una volta che verrà completata la fusione». «I dubbi che ci sono sempre stati, al di là di inutili chiacchiere, non sono mai stati fugati», ribadisce Di Lorito. «Dati alla mano mostreremo gli scenari che si presenteranno ai cittadini all'indomani di questa pseudo fusione». Se il comitato lavora per bloccare la nascita della Nuova Pescara, l'iter di fusione, pur con rallentamenti, procede. Il prossimo 23 gennaio il presidente Marcello Antonelli ha convocato la riunione dell'Assemblea costituente.
Entro il 31 marzo l'assemblea dovrà trasmettere alla Regione e ai 3 Comuni la relazione sullo stato del processo di unione di funzioni e servizi, mentre la commissione Statuto, composta dai capigruppo consiliari dei tre Comuni e presieduta da Vincenzo Fidanza, dovrà redigere il regolamento.
I SERVIZI Ma tanti sono i dubbi che aleggiano tra i componenti della commissione, a cominciare dalle modalità di condivisione dei servizi, tappa che nella legge dovrebbe essere completata entro il prossimo agosto. Il primo nodo da sciogliere riguarda l'esistenza di contratti tra i tre Comuni con varie società private che, in caso di messa a sistema degli esercizi in sinergia, dovrebbero essere risolti prima della scadenza naturale. Per l'attivazione delle forme associate delle funzioni comunali verranno costituite sei commissioni intercomunali che si occuperanno ciascuna dei 12 settori individuati nella legge per la messa in condivisione dei servizi: pianificazione territoriale e urbanistica, grandi infrastrutture, rifiuti, servizi idrici, trasporto pubblico locale, approvvigionamento energetico, promozione turistica, gestione delle reti, commercio, tutela ambientale, politiche sociali e servizi scolastici.
I FONDI L'altro nodo della matassa da districare è quello relativo ai fondi. La Regione avrebbe dovuto stanziare un contributo di 300mila euro per il 2018, che di fatto non è ancora disponibile. La spada di Damocle è sempre quella relativa al commissariamento. Nel caso in cui la condivisione dei servizi non dovesse essere realizzata ad agosto, la Giunta regionale potrebbe essere costretta a nominare un commissario ad acta per l'adozione degli atti funzionali alla nascita della Nuova Pescara. A meno che i tre Comuni, a maggioranza dei due terzi di ciascuno, non chiedano per tempo una proroga al 1° gennaio 2024.
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