Nuova Pescara, ecco le ipotesi: ora si decide su tre o 4 municipi

10 Dicembre 2022

I consiglieri discutono sull’organizzazione della città unica e preparano una bozza di statuto Croce: «Con questa articolazione vogliamo tutelare al meglio le periferie, è una scelta politica»

PESCARA. Costruire la Nuova Pescara su tre o quattro municipi, guidati da un micro consiglio comunale con un presidente, poteri gestionali per occuparsi di servizi diretti alla collettività, manutenzioni di strade e verde, più una capacità consultiva per il nuovo Comune. I consiglieri comunali di Pescara, Montesilvano e Spoltore lavorano alla proposta di statuto della Nuova Pescara. Lo fanno nella commissione apposita intercomunale guidata da Enzo Fidanza, ma lo fanno anche nelle commissioni consiliari dei singoli Comuni. «Anche noi», afferma Claudio Croce, consigliere a Pescara e presidente della commissione Statuto di Pescara, «stiamo lavorando su una bozza. Lo stiamo facendo in parallelo e seguendo passo dopo passo il lavoro della commissione di Fidanza, per facilitare e fornire più di una proposta». Il dibattito però è apertissimo e ci vorrà ancora del tempo per vedere concretizzarsi un documento che costituirà lo scheletro su cui si poggerà la Nuova Pescara. «Un po’ tutti i consiglieri sono a favore sulla costituzione dei municipi», dichiara Croce. «Ma la discussione per decidere il numero e soprattutto la loro autonomia decisionale e finanziaria è ancora molto aperta. È un discorso delicato che servirà soprattutto per tutelare meglio le periferie, ma di fatto non si è ancora entrati nello specifico di quanti e come farli. Il percorso per definire la bozza dello statuto è ancora lungo», ammette Croce.
Sul cammino d’altro canto pesa anche l’eventuale decisione che il consiglio regionale potrebbe prendere in merito alla data di istituzione della nuova città. Attualmente, alla luce del rinvio stabilito dai tre consigli comunali, la fusione dovrà essere completata entro il 1° gennaio 2024. Da tempo però in consiglio regionale gira una proposta di modifica alla legge istitutiva che potrebbe slittare ulteriormente il termine al 2027, facendo coincidere la costituzione della nuova città con la ricorrenza del centenario della nascita di Pescara. «Ormai», commenta Croce, «è cosa nota che in Regione si sta lavorando sul rinvio ed evidentemente questo cambia tanto rispetto alla situazione attuale. Non tutti sono d’accordo con questo ulteriore slittamento». Il primo a non gradire il rinvio sarebbe il sindaco di Pescara, Carlo Masci, che ha sempre spinto per il 2024. «Personalmente ritengo che il 2024 sia più che sufficiente per completare la fusione», continua Croce che commenta anche la proposta dei giovani del Pd che hanno chiesto l’istituzione di una consulta giovanile dei tre Comuni: «Qualunque iniziativa o associazione che possa nascere per far prendere consapevolezza della legge e dei vantaggi che porterà la nuova città mi vede a favore. Noi in Forza Italia abbiamo pensato a iniziative del genere, che al momento abbiamo congelato in attesa di sapere cosa succederà con le date».