«Nuova Pescara? Estendiamo l’unione a Francavilla e Silvi»
Spunta una ipotesi alternativa al progetto di fusione contenuto nella proposta di legge regionale Licio Di Biase convoca per questa sera un incontro informale. Aliano: ora valutiamo altri percorsi
PESCARA. La Nuova Pescara non è un percorso obbligato. Vero. Una proposta di legge è nell’agenda dei lavori della Regione e potrebbe essere discussa e approvata, a fine mese, per trasformare tre città in un solo Comune con un unico sindaco, a partire dal 2019. Eppure, le resistenze sono molto forti. In questi giorni, c’è grande fermento, Sotto traccia, è in corso un fitto lavoro di mediazione, perché il progetto della fusione a tre non convince tutti. In primo luogo, non convince gli amministratori di Montesilvano e Spoltore, che sono pur sempre i due terzi di un sodalizio che potrebbe vacillare e, alla fine, definitivamente saltare.
Dibattito apertissimo anche a Pescara. Un ex amministratore come Licio Di Biase, ora punto di riferimento per le attività culturali dell’Aurum, osserva che la questione della «grande città è un tema troppo importante, che in nessun modo può essere affrontato senza una approfondita riflessione».
Il fatto è che Pescara, Montesilvano, Spoltore ma anche i centri della linea costiera – da Francavilla a Silvi – per risalire verso l’interno a San Giovanni Teatino e lungo la vallata del fiume Pescara, fino a Chieti, avrebbero assoluto bisogno di mettere in rete servizi e infrastrutture: programmare insieme politiche strategiche come mobilità sostenibile, trasporti, raccolta rifiuti, urbanistica. Non è un caso che di “area metropolitana”, a cavallo delle province di Pescara, Chieti e Teramo, si parli da decenni. Il progetto della fusione a tre ha il merito di aver riaperto un confronto che sembrava spento, perché anche i più ostinati detrattori della grande città sanno che non è più rinviabile la condivisione di scelte politiche e amministrative a un livello più alto. E se ne parlerà oggi, nel corso di un incontro informale che vedrà la partecipazione di politici e amministratori “metropolitani”.
«Lavoriamo a soluzioni alternative a quella della fusione di tre Comuni» spiega il capogruppo di #montesilvano2019, Anthony Aliano, «da più parti, si chiede di costituire un tavolo per valutare e approfondire soluzioni condivise in tema di servizi, e non solo, tra le città chiamate in causa. Questione da estendere – la norma di riferimento lo consente – ad altre province. Pensiamo, ad esempio, a Francavilla al mare, Città Sant'Angelo e Silvi con cui poter costituire un unione finalizzata alla condivisioni di servizi e programmi per dotare i territori della fascia costiera di un unico piano regolatore, di un unico piano della viabilità, di un'unica agenzia in house per la riscossione dei tributi (il modello Francavilla è un esempio da seguire), di una programmazione unitaria delle manifestazioni e degli eventi (quantomeno a Pescara e Montesilvano) e di una più funzionale individuazione delle aree su cui distribuire le strutture pubbliche e ricettive». L’incontro di questa sera è stato organizzato da Licio Di Biase. «Lo stesso governatore, Luciano D'Alfonso», riprende Aliano, «ritiene prioritario sedersi intorno a un tavolo tecnico per discutere di possibili alternative, che non sfuggono alle parti. Serietà impone che scelte di questo tenore vadano ponderate con intelligenza da chi vive il territorio.
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