Nuova Pescara, il numero c’è Salta il voto sui progetti comuni

4 Febbraio 2022

Dopo due sedute andate a vuoto, l’assemblea con i tre consigli comunali si è riunita: 43 presenti su 75 Tra i punti all’ordine del giorno la questione dei gettoni e i permessi dei consiglieri, finora non previsti

PESCARA. Consiglieri presenti. Documenti in parte. Dopo due tentativi a vuoto, il 7 ottobre e il 2 dicembre 2021, per mancanza del numero legale, ieri pomeriggio l'assemblea costitutiva della Nuova Pescara si è riunita. Presenti 43 amministratori delle tre città, sui 75 totali.
All’ordine del giorno l’approvazione di tre relazioni, le due, rimaste in sospeso nelle assemblee saltate, sul secondo semestre 2020 e sul primo 2021, e poi la nuova di giugno-dicembre 2021. Il voto su quest'ultima però è stato rinviato, poiché la documentazione non era pronta.
Tra i punti contenuti nei due atti votati all'unanimità, le criticità su gettoni e permessi dei consiglieri, non previsti per la partecipazione alle convocazioni della Nuova Pescara (e riconosciuti invece, come disciplina l'articolo 79 del Testo unico degli Enti Locali per giunte, consigli e commissioni comunali), e sul mancato trasferimento dalla Regione dei 300 mila euro previsti per legge per far partire la fusione. «Sono sempre stato dubbioso e critico su questo processo», ha dichiarato il sindaco di Spoltore Luciano Di Lorito. «Nonostante questo, abbiamo continuato a dare il nostro contributo. C’è stata una situazione di stallo, da ricondurre ai limiti degli strumenti a disposizione di questo importante e unico processo di fusione. Spoltore oggi ribadisce la volontà di andare avanti». Di Lorito ha annunciato entro un mese la presentazione all'assemblea di una bozza di statuto, «contenente le indicazioni di Spoltore, per far sì che questa fusione si faccia nella maniera più concreta possibile».
È al lavoro su una seconda bozza di statuto anche Pescara, con l'ufficio tecnico «Nuova Pescara, istituito nel gabinetto del sindaco», ha spiegato Carlo Masci, «che verrà portata all’attenzione della commissione Statuto. Dobbiamo trovare la formula migliore per la nuova città, che non è la sommatoria dei tre Comuni».
Una terza bozza verrà elaborata dalla commissione Statuto, guidata dal consigliere di Montesilvano Enzo Fidanza.
Dal consigliere Carlo Costantini, primo promotore della fusione, è arrivato l'invito a «togliere dal tavolo della discussione il tema del rinvio o meno della fusione. Iniziamo a lavorare concretamente sullo statuto», mentre dai Cinque Stelle, che detengono la presidenza della commissione intercomunale, su bilanci e tributi, arriva l’appello a «smuovere le acque. Abbiamo bisogno di personale; di più risorse; di chiedere, nell’ambito della revisione del Tuel, leggi speciali che riguardano noi, perché siamo il più grande processo di fusione d’Europa. È ora che la Regione metta a bilancio i fondi previsti dalla legge».
Durante l'assemblea è stato presentato da Fidanza, Alessandrini, Massimo Di Renzo, Paolo Sola, Piero Giampietro, Gabriele Straccini, Marco Presutti e Costantini (primo firmatario), un ordine del giorno per impegnare i sindaci, le giunte e le strutture burocratiche dei 3 Comuni a coordinarsi e condividere l’elaborazione dei progetti e delle richieste di accesso al Piano nazionale di ripresa e resilienza, in modo da esercitare già le funzioni in forma associata, e a utilizzare nelle comunicazioni istituzionali il riferimento alla nuova Città. Ma il fuggi fuggi di gran parte dei consiglieri, sul finale della seduta, ha fatto precipitare i presenti a 32 votanti, facendo mancare il numero legale e impedendo l'approvazione.