NUOVA PESCARA: LA REGIONE ORA ACCELERI I TEMPI

3 Dicembre 2019

Il presidente Sospiri sbaglia nell’approccio e nella sostanza quando va alla ricerca di capri espiatori del passato nel tentativo di legittimare i ritardi e le incertezze che affliggono il percorso...

Il presidente Sospiri sbaglia nell’approccio e nella sostanza quando va alla ricerca di capri espiatori del passato nel tentativo di legittimare i ritardi e le incertezze che affliggono il percorso amministrativo necessario all’istituzione del Comune di Nuova Pescara.
I ritardi nell’approvazione della legge non sono di certo imputabili al Presidente D’Alfonso, poiché si trattava di una materia interamente di competenza consiliare e non si vede come avrebbe potuto il presidente della Regione usurpare i poteri che sono del Consiglio.
Sui tempi, comunque, non è inutile ricordare che le proposte di legge (206 e 207) furono depositate il 5 febbraio del 2016. Proposte organiche di legge; nel 2015 Sospiri si era limitato a scrivere poco più che nasce la nuova Pescara e a metterci una firma. Non male per 9 mesi.
Dopo la presentazione delle proposte nel 2016, ci furono i tempi del Consiglio. Questo dovrebbe essere noto a chi pro tempore presiede quell’assemblea.
La legge approvata più di un anno fa è del tutto chiara nei tempi. La fusione deve avvenire entro il primo gennaio 2022, salvo che i Consigli comunali dei tre comuni interessati non differiscano il termine di due anni con una votazione suffragata da almeno due terzi dei loro componenti.
Una previsione che non crea incertezze, che semplicemente riconosce la possibilità di un intervento dei comuni coinvolti.
Ma sia chiaro che si tratta di tempi, non del fatto in sé. La Nuova Pescara si farà come hanno deciso i cittadini a larga maggioranza e come ha votato il Consiglio regionale.
Piuttosto oggi sarebbe utile che chi ha ruolo istituzionale e possibilità di supporto intervenga per agevolare questo processo, prevedendo lo stanziamento di risorse ulteriori per rendere più scorrevole ed efficace il processo di fusione.
Soprattutto sarebbe necessario che tutti ci si adoperasse per superare i piccoli interessi localistici che stanno sabotando questo straordinario percorso, scommettendo soprattutto sul ritardo come una gigantesca clava per fermare del tutto la fusione senza dichiararlo apertamente.
Per questo desta preoccupazione che il presidente del consiglio regionale possa avallare queste tattiche esprimendosi a favore della dilazione dei tempi.
La Regione deve spingere a fare presto e bene, aggiungendo risorse e competenze e soprattutto vigilando perché l’astuzia di pochi non prevalga su un progetto ambizioso voluto dalla maggioranza dei cittadini.
*ex assessore
alla Nuova Pescara