Nuova Pescara, oggi c’è un’altra assemblea

12 Settembre 2023

A distanza di una settimana dalla scorsa seduta non si trova l’accordo tra i tre Comuni: è ancora scontro

PESCARA. I politici di Pescara, Montesilvano e Spoltore tornano in aula per un’altra assemblea costitutiva sulla fusione. Ma l’accordo non c’è e la seduta di oggi alle ore 17 nella sala consiliare del Comune di Pescara si chiuderà con un altro niente di fatto: il voto decisivo arriverà tra un’altra settimana, il 19 settembre.
Sindaci, presidenti dei consigli comunali e consiglieri sono chiamati a votare lo statuto della città allargata a 180mila residenti. Ma, sulla “Costituzione” della Nuova Pescara, l’accordo non si trova. A partire dal nome: Pescara vuole che la città unica continui a chiamarsi “Pescara”; Montesilvano e Spoltore, con un patto di ferro tra i sindaci Ottavio De Martinis della Lega e Chiara Trulli del Pd, premono per “Nuova Pescara”. Altro terreno di scontro è il numero dei consiglieri municipali: la bozza di statuto che sarà messa al voto, dopo gli emendamenti della passata seduta, prevede la divisione della città in 4 municipi (Spoltore, Montesilvano, Castellamare e Porta Nuova) con 12 consiglieri municipali per Spoltore e 16 negli altri tre municipi. Terzo motivo di scontro, gli assessori municipali: lo statuto prevede l’istituzione delle giunte municipali con 4 assessori, due anche esterni.
Nell’assemblea del 4 settembre scorso, in occasione del voto sugli emendamenti presentati da Pescara, Montesilvano e Spoltore si sono coalizzati e hanno rispedito al mittente ogni proposta di modifica. Ma, anche se alleati, Montesilvano e Spoltore non hanno raggiunto il quorum per approvare lo statuto. Oggi, con le redini affidate al presidente del consiglio comunale di Pescara, Marcello Antonelli della Lega, si voterà lo statuto emendato ma anche stavolta Montesilvano e Spoltore non avranno i numeri per l’approvazione. Tra una settimana, con il quorum abbassato, Montesilvano e Spoltore avranno la maggioranza per approvare il testo.
«La spaccatura tra l’asse Montesilvano-Spoltore e Pescara, cristallizzata dall’ultimo consiglio comunale, è un segnale molto negativo per il buon esito della fusione e della sua durata nel tempo», commenta Mario Sorgentone, presidente dell’associazione Consiglieri comunali Emeriti di Pescara. Sui municipi, Sorgentone dice: «Una tela di Penelope dei tempi nostri. Mentre da un lato si professa l’accorpamento mediante fusione, dall’altra si lavora per lo scorporo e il ritorno ai vecchi comuni, anzi a 4 comuni invece di tre». Sul numero dei consiglieri municipali, Sorgentone dice: «Potrebbe essere ulteriormente ridotto a 10,14,14,14». Sul nome della città unica, questa è la proposta: «Una proposta conciliativa potrebbe essere quella di far seguire al nome Pescara la sigla “C.A.” (città adriatica), cioè Pescara C.A. come Washington D.C. Abbiamo voluto fare alcune proposte, ma sempre con spirito di collaborazione e la consapevolezza che le grandi conquiste sono sempre frutto di mediazione».