Nuova Pescara, ora via ai finanziamenti

Convegno nel capoluogo adriatico per fare il punto sul progetto, parte la richiesta di sbloccare i fondi previsti dalla legge
PESCARA. Subito l'intervento della Regione affinché sblocchi i 300mila euro previsti nella legge e mai trasferiti ai Comuni e quello dello Stato per reperire altre risorse. Sono le richieste emerse ieri nella tavola rotonda sulla fusione, organizzata dall'associazione Nuova Pescara guidata da Marco Camplone e dall'associazione ex consiglieri comunali, presieduta da Mario Sorgentone. Relatori da remoto il sindaco Carlo Masci, il senatore Luciano D'Alfonso, e in presenza Enzo Fidanza, presidente della commissione Statuto Nuova Pescara, l'ex parlamentare Gianni Melilla e Angelo Allegrino, presidente Ascom. La mancanza di risorse, di competenze esterne e le resistenze di una parte della politica continuano a essere un freno per il progetto di fusione, che per legge dovrebbe essere concluso entro il primo gennaio 2023. Se da più parti è chiara la richiesta di un commissario che possa affiancare i Comuni, per il sindaco è prematuro. «La fusione è un processo ineludibile. Credo che sia importante prevedere una ponderazione secondo i pesi dei Comuni. Credo anche che lo Stato debba prendere atto che è la più importante fusione mai vista in Italia e quindi deve investire. Occorre un sostegno esterno in termini di risorse umane. Ma le prime scadenze sono fissate ad agosto, quindi oggi non c'è nessuna condizione per nominare un commissario», ha detto.
«Penso che la fase iniziale non debba contemplare il peso dei singoli Comuni perché questo creerebbe il rischio di preponderanza», ha ribattuto D'Alfonso. «Nel 2014, 100 mila elettori hanno chiesto un'altra forma urbanistica e questo non può essere ignorato. Bisogna fare in modo che nasca un nuovo pensiero metropolitano». «Chiediamo un'entrata in scena di Marco Marsilio perché è completamente latitante», ha commentato Camplone. Ma c'è un'altra urgenza per l'associazione Nuova Pescara, portare la fusione all'attenzione del governo «per trovare le risorse». Richieste ribadite da Fidanza. «I 3 Comuni da soli non possono farcela. Servono supporti esterni. Anche finanziari». Sul tema sono intervenuti per Azione, Giulio Sottanelli e Carlo Costantini, padre della fusione. «Non posso che essere soddisfatto della pubblica presa di posizione di molti rappresentanti politici ed istituzionali. Qualora dovesse perdurare l’immobilismo, anche io non esiterei a condividere l’appello per la nomina di un commissario», ha detto Costantini. «Quello che ci interessa non è tanto la singola fusione, ma il modello, come opportunità di sviluppo concreto per le aree interne della nostra regione» ha aggiunto Sottanelli. Di tutt'altro tenore il commento di Lillo Cordoma, presidente del comitato F646, secondo cui «non c'è bisogno di alcun commissario».

