Nuova Pescara, scontro sui tempi Montesilvano e Spoltore: nel 2029

I presidenti dei consigli comunali De Vincentiis e Matricciani: «Posticipiamo di un’altra consiliatura» Ma il capoluogo chiede di accelerare. Antonelli: «Bisogna lavorare per il processo». Oggi l’assemblea
PESCARA. C'è Spoltore che chiede il rinvio al 2027, a conclusione della prossima consiliatura da rinnovare a fine 2022. Da Montesilvano si rilancia, con la proposta di slittamento al 2029, per far completare un altro mandato amministrativo. Mentre da Pescara l'invito è ad accelerare.
Sono tutt'altro che uniti i pensieri dei tre consigli comunali sul progetto di fusione. E oggi alle 18, si riunirà l'assemblea costitutiva con i 75 consiglieri delle tre città.
A differenza di quanto accaduto nelle ultime due sedute, andate deserte per mancanza del numero legale, gli amministratori dovrebbero essere presenti e dunque si potrà procedere all'approvazione di tre relazioni, quella del secondo semestre del 2020 e le due di tutto il 2021. Documenti rimasti indietro proprio per le sedute saltate.
«Le relazioni non contengono nulla perché non abbiamo fatto niente», ammette Lucio Matricciani, presidente del consiglio comunale di Spoltore. «Inquadrano lo stato di fatto, ma noi siamo al punto zero. Spoltore rimane sempre contro questo processo, ma c'è un referendum e una legge istitutiva, seppur fatta malissimo, e dobbiamo applicarla. Faremo le nostre proposte». A metà febbraio Matricciani ha convocato una seduta per deliberare un atto che conterrà i suggerimenti della cittadina per redigere lo statuto, a cominciare dallo slittamento al 2027. «La legge non funziona, perché prima è stato fatto il referendum e ora si fa il programma. Non mi sembra logico».
«Gran parte del consiglio è contrario», ribadisce Ernesto De Vincentiis, presidente dell'assemblea montesilvanese. «C’è una legge e noi non possiamo fare nulla, se non auspicare che la Regione, anche alla luce del Covid, posticipi di qualche anno la data di unificazione. È una fusione di tre Comuni grandi, unica in Italia e quindi una riflessione in più andrebbe fatta». Poiché la legge consente lo slittamento della data al primo gennaio 2024, la fusione certamente non verrà portata a termine entro il 2023, ma per De Vincentiis, bisogna «posticipare almeno di un’altra consiliatura, quindi al 2029, o comunque garantire la scadenza del nuovo mandato di Spoltore, cioè 2027».
«Lo slittamento può anche starci», afferma Marcello Antonelli, presidente del consiglio di Pescara, «ma solo se non è un semplice spostamento in avanti delle lancette. Bisogna lavorare e non restare con le mani in mano, producendo le attività finalizzate al processo. Questo chiama in causa le tre amministrazioni e la Regione che deve assumersi la responsabilità di garantire le risorse finanziarie (300 mila euro previste dalla legge e mai trasferite, ndc) e le professionalità».
Su un aspetto però i tre presidenti sono d'accordo: la necessaria partecipazione dei consiglieri. «Mi auguro che ci sarà il numero legale», afferma De Vincentiis, «perché non è non presentandosi che si potrà ottenere qualcosa, anzi bisogna esserci per discutere di questa fusione». «Abbiamo adeguato l’orario di convocazione della seduta, mettendola nel tardo pomeriggio, per eliminare qualsiasi scusa. Spero che la partecipazione vada oltre il semplice raggiungimento del numero legale», dichiara Antonelli. Uno dei freni all’avanzamento del processo, infatti, è legato all'impossibilità per i consiglieri di prendere permessi retribuiti per partecipare a commissioni e assemblee della Nuova Pescara, poiché il caso della fusione non è previsto nel testo unico degli enti locali, che nell'articolo 79 disciplina assenze e permessi in caso di giunte, commissioni e consigli comunali. Da qui la volontà dei tre presidenti di convocare la seduta di oggi alle 18, orario che non dovrebbe scontrarsi con appuntamenti di lavoro e turni per i dipendenti. «Abbiamo fatto questa convocazione alle 18, così si vedrà veramente chi vuole o meno la fusione», chiarisce Matricciani.

