Nuova Pescara, si cerca l’accordo Sospiri ora tratta con Pd e M5S

Conto alla rovescia per il voto di martedì: si punta a trovare un’intesa per evitare gli emendamenti Il presidente: pronti a recepire proposte migliorative. I grillini: accolte diverse istanze, ma votiamo no
PESCARA. Si punta a trovare un’intesa in vista del consiglio regionale che martedì discuterà della modifica alle norme vigenti per l'istituzione della Nuova Pescara. L’appuntamento è per le 11.30 nella sala consiliare del Comune di Pescara. All’esame dell’assise un testo che punta a rimandare al 1° gennaio 2027 l’istituzione della città risultato della fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore, se entro il 1° settembre 2023, almeno due su tre Comuni, saranno riusciti a fondere almeno tre servizi. Se otterranno il via libera dei presidenti di giunta regionale, Marco Marsilio e di consiglio, Lorenzo Sospiri, allora potranno richiedere il rinvio. Questo è il clou della proposta di modifica, il cui primo firmatario è il presidente Sospiri, insieme ai consiglieri Vincenzo D’Incecco della Lega e Leonardo D’Addazio di FdI. In mezzo ci sono tanti altri aspetti e scadenze che sono stati oggetto di un mega subemendamento presentato dalla maggioranza che nei giorni scorsi ha fatto decadere le 1.546 proposte di modifica presentate dai gruppi di opposizione. E in mezzo ci saranno altre modifiche che potrebbero essere introdotte a ridosso della seduta.
Ieri pomeriggio Sospiri ha incontrato i consiglieri Pd Antonio Blasioli e Silvio Paolucci e il capogruppo del Movimento 5 Stelle Francesco Taglieri, per trovare una quadra e giungere a una discussione più snella martedì. I due gruppi hanno ribadito le loro posizioni e le loro principali proposte, molte delle quali hanno trovato una condivisione nel presidente. «Abbiamo chiarito alcuni punti della legge», commenta Sospiri. «Molti aspetti sono stati recepiti e potrebbero contribuire a migliorare ulteriormente il testo della legge. Nessuno vuole imporre questa norma. Accogliamo volentieri alcuni suggerimenti che riteniamo di immediata applicazione, ferma restando la volontà e il parere che ora dovrà esprimere il consiglio regionale e, soprattutto, la consapevolezza che comunque una legge può sempre essere ulteriormente migliorata lasciando saldi i suoi punti fermi».
«Abbiamo ribadito alcuni punti che per noi sono essenziali», ricostruisce Blasioli: «l’importanza dello statuto come condizione sine qua non per ottenere il rinvio al 2027; che i fondi di 300mila euro per la fusione vengano messi tutti subito a disposizione e non in due tranche come previsto nel progetto di legge originario; il riempimento adeguato degli anni tra il 2024 e il 2027 con obiettivi e scadenze per non rischiare di ritrovarci nel 2026 nella identica situazione di oggi; e infine di eliminare quella discrezionalità che si sono riservati i due presidenti».
I due gruppi dovranno produrre entro lunedì 4 emendamenti che sintetizzano le proposte, ritenute necessarie per giungere a una legge condivisa, e che hanno già incassato il parere favorevole del presidente Sospiri. Tra queste l’anticipazione della predisposizione dello statuto a settembre 2023, come ulteriore obiettivo da raggiungere per ottenere lo slittamento al 2027; la messa a disposizione in un’unica soluzione dei 300mila euro e l’introduzione di controlli intermedi successivi a dicembre 2024 e a dicembre 2025.
«Ci siamo confrontati per fare in modo che l’istituzione della nuova città diventi una realtà», aggiunge il capogruppo pentastellato Taglieri. «Dobbiamo riconoscere alla maggioranza che ha accolto diverse nostre istanze, come ad esempio i check più puntuali tra il 2024 e il 2026, sugli obiettivi raggiunti, che se non superati faranno scattare il commissariamento. Gli emendamenti verranno presentati con un nuovo documento frutto di questa sintesi, tuttavia», precisa Taglieri, «la nostra posizione politicamente rimane la stessa e voteremo comunque in maniera contraria la legge».

