Nuova Pescara, Spoltore: ora tutti al lavoro

Dopo la bocciatura del Tar, il sindaco spiega i motivi del ricorso contro il referendum per la fusione
PESCARA. «Abbiamo voluto portare fino alla fine l'iter di quel ricorso non perché pensassimo che si potesse stravolgere l'esito, ma per chiudere un cerchio anche rispetto a un incarico legale che avevamo affidato, ma ormai la partita era chiusa».
A commentare la conclusione del ricorso sull'atto di indizione del referendum della Nuova Pescara, è il sindaco di Spoltore Luciano Di Lorito. Il Comune nel 2014 impugnò il decreto con cui a febbraio di quell'anno la Regione fissò il referendum consultivo per il successivo 25 maggio. Il Tar riservandosi di pronunciarsi nel merito, non autorizzò la sospensiva, facendo di fatto andare avanti la storia. Nonostante gli anni passati, il Comune di Spoltore ha chiesto al Tar di emettere la sentenza finale. Tra gli elementi messi in luce c'erano soprattutto aspetti temporali. Uno su tutti il fatto che, poiché la legislatura era scaduta a dicembre 2013, con le elezioni per il rinnovo del consiglio regionale fissate per il 25 maggio 2014, il presidente della Regione, trovandosi in regime di prorogatio avrebbe potuto procedere solo ad atti amministrativi. Oltre a ritenere che, come si legge nella sentenza del Tar emessa nei giorni scorsi, «i provvedimenti di indizione di referendum consultivi assurgono ad atti amministrativi e non politici», il tribunale ha rigettato il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, tanto più che «l’amministrazione ricorrente non risulta aver gravato l’atto di proclamazione dell’esito».
«Quel ricorso venne fatto prima dell'indizione del referendum con eccezioni che allora erano fondate per noi», specifica Di Lorito. «All’epoca non contestammo l’esito, perché se anche fosse stato ipotizzabile sotto l'aspetto tecnico, avrebbe comunque significato contestare la volontà popolare che aveva dichiarato il suo sì, in tutte e tre le città». Con questa partita definitivamente chiusa e una legge regionale che scandisce i tempi verso la fusione (fissata al primo gennaio 2023), anche gli animi più restii si sono ormai adattati. «A Spoltore abbiamo cominciato a lavorare a una nostra bozza di statuto da condividere con gli altri Comuni», afferma Di Lorito. «Penso che lo statuto dovrà preservare le identità dei Comuni, le prerogative territoriali, partendo dal presupposto che tutto quello che c'è di buono va conservato e migliorato perché la fusione deve generare un beneficio a tutto il territorio».

