Nuova Pescara, venerdì la protesta in piazza Diaz

9 Ottobre 2019

Il comitato degli ex amministratori ha organizzato un corteo contro il progetto De Martinis: «Sono sempre stato contrario». Scende in campo anche Di Lorito

MONTESILVANO. «I cittadini scendano in piazza Diaz, venerdì alle 18.30, per esprimere la propria contrarietà alla Nuova Pescara». È questo l’invito che arriva dai promotori del «Comitato F646 cittàpersempre», l’associazione cittadina nata nei giorni scorsi per opporsi alla fusione dei Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore.
L’iniziativa è stata presentata ieri mattina a palazzo di città da alcuni dei suoi promotori: gli ex sindaci Pasquale Cordoma e Massimiliano Pavone, l’ex consigliere Gabriele Di Stefano e l’attuale amministratore Marco Forconi. Ad aderire con convinzione al Comitato F646, che prende il nome dalle ultime cifre del codice fiscale di chi è nato a Montesilvano, anche il sindaco della città adriatica Ottavio De Martinis e quello di Spoltore Luciano Di Lorito. «Non ho mai nascosto la mia contrarietà al progetto di fusione», ha commentato il primo cittadino di Montesilvano, «ideato da chi vorrebbe cancellare la nostra città dalla cartina geografica basandosi solo sul risultato di un referendum inquinato dalla mancata informazione dei cittadini».
A spiegare le altre motivazioni del Comitato il presidente Cordoma, che ha sottolineato come l’associazione spontanea sia apartitica e contenga al suo interno esponenti di diversi schieramenti politici. «Vogliamo rappresentare tutti coloro che non condividono questo progetto, che nasce dalla volontà di Pescara di annettere gli altri due Comuni», ha sottolineato, «senza apportare alcun beneficio ma, al contrario, sottraendo voce ai nostri territori, ai quali già manca la presenza di un rappresentante in Regione. In questo modo potremmo contare su 3 consiglieri e il risparmio economico sarebbe davvero inconsistente rispetto ai rischi che corriamo».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’ex sindaco Massimiliano Pavone. «La Nuova Pescara non raggiungerà un numero necessario di abitanti, né per ottenere maggiori finanziamenti, né per poter contare sui municipi di quartiere», ha dichiarato, «ben venga la condivisione dei servizi, ma dobbiamo evitare questa sciagura». Per provare a fermare il percorso che porterà alla fusione dei Comuni entro il 2022, il Comitato ha annunciato la presentazione di un disegno di legge per abrogare la legge regionale che ha avviato l’iter. «Sono stato tra i primi a dire no alla Nuova Pescara», ha ricordato Di Stefano, «anche incatenandomi all’Aquila».
Intanto, ieri pomeriggio a Pescara si è riunita per la prima volta la commissione Statuto per la Nuova Pescara con tutti i capigruppo dei tre Comuni. Questa avrà il compito di elaborare lo statuto della nuova città. La prossima settimana tornerà a riunirsi per nominare il presidente.
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