Nuova Pescara, è scontro su assessori e consiglieri: pronti 17 emendamenti

31 Agosto 2023

Montesilvano e Spoltore: «La giunta nei municipi è imprescindibile» Ma Pescara non vuole cedere: lunedì in assemblea sarà polemica

PESCARA. Il termine per presentare gli emendamenti alla “Costituzione” della Nuova Pescara è scaduto ieri alle ore 14: sono 17 le proposte di modifica dello statuto che saranno discusse il prossimo 4 settembre, dalle ore 17, quando si riunirà l’assemblea costitutiva nel municipio di Pescara. Una specie di Parlamento in seduta comune con i sindaci di Pescara, Montesilvano e Spoltore, Carlo Masci (Forza Italia), Ottavio De Martinis (Lega) e Chiara Trulli (Pd), i tre presidenti dei consigli comunali, Marcello Antonelli (Lega), Ernesto De Vincentiis (Lega) e Lucio Matricciani (Pd), e tutti i consiglieri. Sarà una maratona che prenderà il via alle ore 17 e potrebbe andare avanti fino a notte.
La certezza è che sarà uno scontro a oltranza tra Pescara e l’asse Montesilvano-Spoltore: Pescara, con un accordo tra centrodestra, centrosinistra e M5S, vuole tagliare gli incarichi; Montesilvano e Spoltore, insieme, chiedono gli assessori anche nei municipi distaccati. Ormai i confini della politica non c’entrano più: è una lotta tra territori. A pochi giorni dal voto, le posizioni restano lontane. Anche sul nome della città unita.
Il punto di partenza è la bozza di statuto licenziata il 27 luglio scorso dalla commissione Statuto guidata da Enzo Fidanza, consigliere Pd di Montesilvano: in vista della fusione, il documento prevede la divisione del Comune in 4 municipi, Spoltore con 16 consiglieri e un presidente eletto dai cittadini e poi Montesilvano, Pescara nord e Pescara sud con 24 consiglieri e un presidente; lo stesso documento introduce anche una giunta da 4 assessori per municipio, con quote rosa e possibilità di nominare due assessori esterni. In commissione, la bozza di statuto è passata senza il voto di Pescara. E adesso arriva la reazione: negli emendamenti presentati da Pescara, c’è un taglio a 10 consiglieri per Spoltore e 14 per gli altri tre municipi senza più assessori periferici. Ma, per Montesilvano e Spoltore, le giunte periferiche sono «imprescindibili»: «I due Comuni», spiega una nota condivisa da De Martinis e Trulli, «non possono derogare sulla giunta municipale che, garanzia di decentramento, dovrà essere composta da 2 a un massimo di 4 assessori per ogni municipio».
Montesilvano e Spoltore, per blindare gli assessori nei municipi, propongono di ridurre i consiglieri: 12 a Spoltore e 16 negli altri tre municipi, così recita l’emendamento. Un taglio troppo piccolo per Pescara.
Anche sul nome della città allargata a 180mila residenti non c’è accordo: Pescara vuole che la città unica continui a chiamarsi Pescara; Montesilvano e Spoltore premono per l’aggiunta dell’aggettivo “Nuova”. «Si continua a sostenere», dice la nota di De Martinis e Trulli, «che, come indicato in occasione del referendum, la denominazione della città dovrà essere Nuova Pescara e non Pescara».
Con queste premesse, l’assemblea di lunedì non sarà una passeggiata. Lo sa già Antonelli che avrà il compito di presiedere la seduta: su ogni emendamento sarà aperto il dibattito e tutti i 75 partecipanti avranno diritto di parola. L’assemblea potrebbe andare avanti fino a tardi, anche fino al giorno successivo per il voto. Un voto atteso: senza l’approvazione della bozza di stato entro il 30 settembre prossimo, la fusione potrebbe scattare già dal 2024 senza rinvio al 2027.
Sul punto, però, Pescara ritiene di avere il coltello dalla parte del manico: se lo statuto licenziato dall’assemblea del 4 settembre non sarà ratificato senza modifiche dai tre consigli comunali, dovrebbe entrare in vigore lo statuto del Comune di Pescara, quindi senza municipi e senza consiglieri periferici.