Nuova rete ospedaliera: il centrodestra prova a fermare l’opposizione

28 Novembre 2023

Taglieri: sventato il tentativo di tagliare 481 emendamenti Oggi in Commissione Sanità confronto con l’assessore Verì

L’AQUILA. Il confronto sulla nuova rete ospedaliera torna oggi al centro dei lavori politici della quinta Commissione Sanità convocata, in seduta straordinaria, alle 10.30 in Regione.
Sul tema saranno ascoltati l’assessore regionale Nicoletta Verì, il direttore del Dipartimento, Claudio D’Amario e il direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, Pierluigi Cosenza. Ma la vigilia dell’importante appuntamento è stata segnata dal tentativo della maggioranza di centrodestra di annullare ben 481 emendamenti dell’opposizione alla legge di riordino dei 16 ospedali abruzzesi.
Un colpo di mano dell’ultim’ora messo in atto attraverso un emendamento, indicato con il numero progressivo 1 ma senza né ora né data di deposito, e firmato dal consigliere di Fratelli d’Italia, Leonardo D’Addazio, presidente della stessa Commissione Salute, con cui si annulla il piano di riordino emendato dalle opposizioni e se ne ripropone uno identico libero però da proposte di modifiche.
È stato Francesco Taglieri, capogruppo del Movimento 5 Stelle, ad accorgersi e a sventare l’operazione in corso che avrebbe di fatto reso del tutto utile il confronto previsto oggi con Verì, D’Amario e Cosenza, permettendo alla maggioranza guidata da Marco Marsilio di portare la legge in Consiglio regionale molto prima della data prevista del 12 dicembre prossimo.
Affrontato nei corridoi dell’Emiciclo da Taglieri, il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, ha promesso che oggi l’emendamento D’Addazio sarà ritirato ad inizio seduta. Il confronto tra opposizione e vertici politici e tecnici della sanità regionale, quindi, si dovrebbe svolgere. E tra i tanti nodi da sciogliere c’è il caso della rete dialitica della Asl Lanciano-Vasto-Chieti che prevede oggi complessivamente 86 posti tecnici di dialisi distribuiti in sei ospedali (20 posti tecnici a Chieti, 25 a Ortona, 6 a Guardiagrele, 12 a Lanciano, 8 a Casoli e 15 a Vasto).
Il piano di riordino però riduce a 20 i posti disponibili all’interno degli ospedali, tagliandone 66, perché «dall’analisi dei pazienti prevalenti in trattamento dialitico nel corso dell’ultimo biennio nei Centri dialisi dell’Azienda Lanciano-Vasto-Chieti si evidenzia una stazionarietà del loro numero, poco più di 200, a fronte di una potenzialità operativa che ne consente invece di trattare più di 300. Una disponibilità di posti dunque, quella garantita dalla Asl, in eccesso rispetto al fabbisogno attualmente registrato».
Così afferma Mauro Febbo, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, «va sottolineato inoltre», continua l’esponente della maggioranza di centrodestra, «una significativa attività dialitica a livello domiciliare in assoluta coerenza con le indicazioni che a livello nazionale e nel rispetto del Piano nazionale della cronicità spingono verso la domiciliarizzazione dei trattamenti dialitici. Questo», conclude Febbo, «è il motivo per il quale nella nuova rete ospedaliera non compaiono i posti tecnici per dializzati, che saranno collocati nelle strutture territoriali secondo il fabbisogno di ognuno dei tre distretti della Asl Lanciano Vasto Chieti. Per i pazienti non stabili sono comunque previsti posti ordinari in medicina o geriatria per il ricovero con la possibilità di eseguire il trattamento».
Febbo parla di «inutili allarmismi». Ma l’opposizione non la pensa così. «Il taglio delle postazioni ospedaliere di dialisi e l’allocazione di un servizio vitale per migliaia di pazienti in poco identificate strutture territoriali che la Regione mette nero su bianco nella sua rete ospedaliera e che riguarda la sola Asl di Chieti, è l’ennesimo pasticcio firmato Marsilio», dichiara il capogruppo del Pd, Silvio Paolucci che, come ha già fatto in Commissione Sanità Taglieri dei 5 Stelle, presenterà in Consiglio regionale un emendamento «per evitare che prenda vita una decisione irrazionale e fuori dalla realtà», dice, «che non tiene conto della vulnerabilità del paziente dializzato e della necessità di un’assistenza più ampia che solo un ospedale può dare e che un servizio territoriale non ha né è tenuto ad avere. Un taglio del tutto arbitrario», conclude Paolucci, «a scapito di un’intera provincia e del suo sistema sanitario». (l.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.