Nuova sede Paolo VI, Pd all’attacco

A Penne è polemica sulle lungaggini amministrative per l’ok alla nuova struttura
PENNE. L’iter amministrativo per la costruzione della nuova struttura riabilitativa della fondazione Paolo VI in contrada Ponte di Sant’Antonio continua a infiammare il dibattito politico pennese. Per il segretario del Pd locale, Andrea Vecchiotti, il ritardo è imputabile esclusivamente alle scelte dell’amministrazione Semproni. «Il sindaco a proposito dei ritardi per la costruzione della nuova sede della Paolo VI», incalza Vecchiotti, «denunciati dai consiglieri Napoletano e Severo (PenneVale), ha dichiarato che i consiglieri hanno scarsa conoscenza delle norme che regolano l’iter amministrativo. A me sembra invece che il sindaco e la sua amministrazione abbiano scarsa conoscenza della legge 104, in base alla quale la fondazione Paolo VI aveva presentato la sua richiesta da fine ottobre 2018. La richiesta, portata in consiglio comunale solo a dicembre è stata poi ritirata dall’amministrazione senza neanche discuterla. L’approvazione in base alla legge 104 costituisce variante al piano regolatore senza ulteriori ritardi e, se nell'arco di 20 anni non venisse svolta attività di riabilitazione, l’area tornerebbe alla destinazione originale. Se si fosse data attuazione alla richiesta della Paolo VI, saremmo a uno stato avanzato di costruzione. Adesso il sindaco deve garantire tempi certi», va avanti il segretario del Pd pennese, «per scongiurare il rischio della perdita di una struttura di importanza vitale per la collettività e per tutto il territorio vestino. Come Partito democratico, chiediamo di sapere quando il sindaco ipotizzi che la Paolo VI possa iniziare i lavori di realizzazione della nuova struttura che porterà benefici agli utenti, ma anche all’intera comunità pennese in termini economici, occupazionali e di qualità della vita. Non vi è alcuna strumentalizzazione, ma solo la richiesta di trasparenza». (f.bel.)

