Nuove aliquote Irpef: ecco come cambiano gli stipendi

21 Agosto 2023

PESCARA. Revisione del sistema impositivo sui redditi delle persone fisiche cominciato con il governo Draghi, che ha ridotto da 5 a 4 gli scaglioni: la riforma dell’Irpef che il governo ha inserito...

PESCARA. Revisione del sistema impositivo sui redditi delle persone fisiche cominciato con il governo Draghi, che ha ridotto da 5 a 4 gli scaglioni: la riforma dell’Irpef che il governo ha inserito nella delega fiscale pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 14 agosto scorso prevede la riduzione degli scaglioni da 4 a 3, mirando all’aliquota unica, la flat tax promessa in campagna elettorale e, al momento, obiettivo di fine legislatura. Per raggiungere questa meta, però, vi saranno numerosi step intermedi, ancora non del tutto definiti. La riforma fiscale è demandata ai decreti attuativi, che hanno tempo 24 mesi per essere emanati (ovvero entro il 29 agosto 2025). Il governo però vorrebbe bruciare le tappe, almeno per quanto riguarda la revisione degli scaglioni e relative aliquote, che potrebbe essere inserita già nella prossima legge di bilancio e avere i suoi effetti già nel 2024. Secondo quanto anticipato dalla premier Meloni, la volontà del governo è di ridurre «sensibilmente lo scaglione più basso per ricomprendervi molti più lavoratori» e, come specifica l’articolo 5 della delega, nel rispetto del principio di progressività, per evitare così l’accusa di anticostituzionalità.
Gli step. Per conciliare l’aliquota unica (flat tax) e il principio di progressività del sistema fiscale, come previsto dalla Costituzione, il governo intende muoversi «attraverso il riordino delle deduzioni dalla base imponibile, degli scaglioni di reddito, delle aliquote di imposta, delle detrazioni dall’imposta lorda e dei crediti d’imposta». Alla luce di tutto questo, il primo step dovrebbe essere appunto la riduzione ulteriore degli scaglioni Irpef, con annesse aliquote, e il riordino della selva delle deduzioni e delle detrazioni che permettono a molti contribuenti di alleggerire la pressione fiscale.
Nessun riferimento alla riduzione a tre aliquote Irpef. Come detto, nella delega non c’è alcun riferimento specifico a un passaggio intermedio con la riduzione da quattro a tre scaglioni di reddito. Ma nella relazione tecnica di accompagnamento alla delega si legge: «I criteri relativi all’imposta personale sui redditi appaiono ancora indefiniti e non consentono di effettuare una puntuale valutazione in termini di gettito. Al riguardo, si osserva che i criteri direttivi si limitano a indicare un graduale percorso finalizzato a ridurre gradualmente il numero e il livello delle aliquote e degli scaglioni. In una prima fase, il legislatore potrebbe ridurre le aliquote a tre e successivamente a due». Dunque, anche come confermato dal viceministro all’Economia, le aliquote dovrebbero passare a tre in un primo momento, per arrivare gradualmente verso la flat tax.
L’equità orizzontale. Anche se la legge delega non dà molte indicazioni sulla transizione dal sistema attuale a quello basato su una sola aliquota, vi si parla di misure da introdurre per «il graduale perseguimento dell’equità orizzontale». Le principali sono: 1) progressiva unificazione della “no tax area” per i redditi da lavoro dipendente e da pensione. Con il termine “no tax area” si intende la soglia di reddito entro la quale l’imposta dovuta è pari a zero e al di sotto di questa soglia i redditi non sono sottoposti a pagamento dell’Irpef. Dunque, l’obiettivo sarebbe quello di istituire una “no tax area” comune per i redditi da lavoro dipendente e da pensione. Attualmente, per i lavoratori dipendenti tale limite è individuato in 8.145 euro annui, mentre per i pensionati è in 8.500 euro annui e per i lavoratori autonomi in 5.500 euro annui. La legge delega non stabilisce quale sarà la soglia. 2) Introduzione della deduzione delle spese sostenute per la produzione del proprio lavoro anche per i redditi da lavoro dipendente e assimilato (forse in misura forfetizzata). 3) Introduzione di una imposta sostitutiva, ovvero di una flat tax incrementale, sugli straordinari che eccedono una determinata soglia (non ancora indicata), sulla 13ª e sui premi di produttività anche per i redditi da lavoro dipendente e assimilato.