Nuove analisi, il mare è pulito «Ma l’estate ancora non decolla»

Le ultime analisi dell’Arta confermano la salute dell’acqua, ad eccezione di fosso San Lorenzo I balneatori: tra maltempo e rincari si sta lavorando poco. In tanti anni mai visto un inizio così brutto
FRANCAVILLA. Se da un lato la qualità delle acque di balneazione a Francavilla si mantiene a livelli più che buoni, dall'altro a preoccupare gli operatori di settore sono il maltempo e una diminuzione della capacità di acquisto, due fattori che hanno provocato la falsa partenza dell'estate 2023.
Le ultime analisi effettuate dall'Arta infatti, hanno confermato la bontà del mare presente davanti la costa locale, fatta eccezione per un problema rilavato nella zona di fosso San Lorenzo, risolto grazie all’ausilio delle controanalisi. Per il resto, dalla Sirena al lungomare Tosti, da piazza Adriatico a Pretaro, passando per i due punti di campionamento posti a cavallo del fiume Alento, non si registrano problemi, tanto che cosi come negli anni scorsi, l'acqua del mare si conferma piuttosto pulita.
I problemi avuti negli ultimi mesi, tra cui quello di fosso San Lorenzo, appaiono dettati più che altro dalle forti piogge che scaricano in mare i detriti, provocando sporadici episodi di inquinamento che spariscono nel momento in cui torna il bel tempo. Del resto, Francavilla per il terzo anno consecutivo ha ottenuto la Bandiera Blu, questa volta per due tratti della costa cittadina, motivo per il quale pochi giorni fa il sindaco Luisa Russo e l'assessore Valeria Spacca hanno consegnato il vessillo a tutti i lidi presenti nei tratti interessati. Nonostante questo, l’estate 2023 stenta a decollare, come raccontano alcuni dei balneatori cittadini, che parlano di un mese di giugno con il freno a mano tirato e perdite di fatturato che raggiungono il meno 30 per cento, se confrontato con quando fatto dodici mesi fa. Tra questi troviamo Mauro Cioffi, titolare dello stabilimento Lido Bianco: «Fino a questo momento abbiamo visto davvero poche giornate estive», dice con amarezza. «Il tempo tra fine maggio e giugno non è stato bello e si è lavorato poco. Io però credo che a questo fattore occorra aggiungere anche una diminuzione della capacità di spesa: i prezzi continuano ad aumentare in maniera incontrollabile, sia per noi che per l’utente finale, mentre i salari rimangono invariati. E le persone che possono spendere sono sempre meno». Poi continua: «Chi prima, a pranzo, prendeva due piatti, ora ne prende uno. Alcuni portano il cibo da casa. Magari si rinuncia alla pizzetta o al cocktail. E per noi gli incassi diminuiscono. A giugno abbiamo registrato il 30 per cento in meno rispetto al 2022». Quindi allarga lo sguardo: «Quest’anno anche il Comune ha rivisto il regolamento sui rumori, che ci consente di fare qualcosa in più nelle ore serali. Nonostante tutto, in giro mancano turisti e passeggio. Ora ci auguriamo in una ripresa tra luglio e agosto».
Parole simili arrivano dal collega Cristiano Di Tommaso, responsabile del Vittoria Beach, uno dei lidi maggiormente colpiti dalle mareggiate dei mesi scorsi: «Quella appena trascorsa è stata a tutti gli effetti la prima vera domenica di mare», spiega l'imprenditore. «Di fatto abbiamo buttato un mese di lavoro. Tra le altre cose, proprio la settimana scorsa avevo fatto arrivare dei camion di sabbia per allungare la spiaggia con una fila di palme, ma le mareggiate hanno cancellato tutto il lavoro».
E ancora: «In 24 anni non ho mai visto un inizio di estate così brutto. Noi praticamente tra fine maggio e giugno non abbiamo lavorato quasi per niente, dovendo annullare tanti eventi, tra cui anche diverse cerimonie, causa pioggia. I prezzi? Gli aumenti sono costanti e incontrollati e riducono progressivamente il margine di guadagno per noi operatori. Dall’altro lato abbiamo spese fisse, come quelle per il personale assunto da aprile a ottobre. Spero ci sia un’inversione di tendenza per recuperare il terreno perso».
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