«Nuove discariche e betoniere lavate nelle acque del fiume»

MONTESILVANO. Nuove discariche abusive e betoniere lavate direttamente nel fiume. È la nuova denuncia che arriva dall’associazione ambientalista di Montesilvano Nuovo Saline che, impegnata in...
MONTESILVANO. Nuove discariche abusive e betoniere lavate direttamente nel fiume. È la nuova denuncia che arriva dall’associazione ambientalista di Montesilvano Nuovo Saline che, impegnata in prima linea a tutela del martoriato fiume cittadino, mette in luce nuovi abusi ai danni del già corso d’acqua.
«Concentrare i controlli sull'abbandono dei rifiuti sul tracciato della via Vestina», evidenzia il presidente Gianluca Milillo, «probabilmente ha distratto dagli abbandoni che sono riapparsi lungo il fiume Saline. È bastato abbassare la guardia affinché ciò che non lorda più la Vestina tornasse a insudiciare il Saline: ovviamente, la via Vestina è parte del tessuto urbano locale, mentre il fiume non appartiene all'affetto locale né alle attenzioni di chi è chiamato a vigilare. Il fiume serve a fare ponti per poterlo scavalcare, non a essere incluso nei controlli per poter essere responsabilmente vissuto».
Fotografie alla mano, il tecnico ambientale accende i riflettori sulle tonnellate di nuovi rifiuti apparsi in queste settimane lungo le sponde del fiume, tra cui alcuni materiali classificati come pericolosi «che, naturalmente, oltre agli effetti nocivi sulla salute della popolazione», sottolinea Milillo, «generano danni notevoli alla vegetazione, agli animali e alle cose». Stampanti, calcinacci, materassi, divani, decine di sacchi dell'immondizia, sono solo alcune tipologie di rifiuti che, soprattutto nelle ore notturne, vengono abbandonate da incivili senza alcun rispetto per l'ambiente e per la cittadinanza. A rendere ancora più critica la situazione, a detta dell’associazione, sarebbe anche il cantiere per la realizzazione dei tre ponti sul Saline, che nei giorni scorsi ha visto la posa della prima trave di una delle infrastrutture che collegherà Montesilvano e Città Sant’Angelo, alla presenza degli amministratori comunali e provinciali.
«Numerose e qualificatissime le istituzioni presenti a questa storica posa», prosegue Milillo. «Peccato però che l'abbagliante architettura di questa ottava meraviglia, abbia distratto tutte le autorità intervenute che non hanno notato l'abitudine, nei perimetri di cantiere, di riversare il lavaggio delle betoniere direttamente nel fiume. Ci auguriamo che questa pratica, punita penalmente dal Dlgs 152/2006 (Testo Unico Ambiente) sia stata solo un’estemporanea svista di qualche operaio distratto e non un’abitudine per evadere lo smaltimento dei rifiuti di cantiere, e che le autorità che in futuro visiteranno questi cantieri siano meno abbagliati e stupiti dalle travi in alto e guardino anche in basso». (a.l.)
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