Nuove opere, sì al piano ma mancano i soldi

28 Maggio 2015

Il consiglio approva il restauro del Michetti e gli interventi contro gli allagamenti I fondi dipendono però dalla Regione. Del Vecchio: solleciteremo gli Enti

PESCARA. Con le condizioni finanziarie del Comune appese a un filo e con l’approvazione del bilancio aggrappata alla decisione del consiglio dei ministri sulla rinegoziazione dei mutui, il piano triennale delle opere pubbliche 2015/2017 è vincolato per buona parte alla mano salvifica della Regione.

Gli oltre 45 milioni di lavori pubblici da attuare entro la fine di dicembre prossimo sul territorio pescarese, infatti, risultano sovvenzionati per buona parte con risorse regionali e in piccola parte con contributi statali, comunitari o privati: dai 975mila euro per il restauro del teatro Michetti, uno dei cavalli di battaglia del sindaco Marco Alessandrini, ai 350mila euro per il completamento del Museo del Mare, voluto a tutti i costi dall’assessore Paola Marchegiani, fino al milione di euro necessario per terminare il secondo lotto del piano antiallagamenti (da piazza Le Laudi al confine con Francavilla) già predisposto dalla scorsa amministrazione guidata da Luigi Albore Mascia. Senza contare il groviglio di strade al centro di interventi di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza o le scuole e gli edifici municipali che necessitano dell’adeguamento sismico.

L’elenco con la sintesi degli obiettivi e degli interventi in cantiere nel prossimo triennio è stato approvato ieri in consiglio comunale con 19 voti a favore. Il costo complessivo dei lavori pubblici previsti nel 2015 ammonta a 45.245.107 euro, che si alza a 108 milioni e 32mila euro nel 2016 e 7 milioni 560mila euro nel 2017. Un totale di 160 milioni e 837 mila e 107 euro. «Altro che libro dei sogni, qui state prendendo in giro la gente», ha sbottato il capogruppo dell’opposizione Marcello Antonelli (Forza Italia) rivolgendosi al vicesindaco Enzo Del Vecchio poco dopo l’esposizione degli obiettivi contenuti nel triennale 2015/2017, «questo è solo un passaggio tecnico. Con la rinegoziazione dei mutui ancora in bilico, non lo considero uno strumento di programmazione».

Considerazioni condivise in parte dal Movimento 5 stelle: «Alcuni lavori sono stati inseriti nel piano triennale senza riportare le fonti di finanziamento», sottolinea Erika Alesandrini, «altri compaiono vincolati alla vendita del patrimonio immobiliare del Comune. Ma se, come ogni anno, non ci saranno acquirenti per gli immobili municipali alienati, allora mi chiedo come saranno finanziati questi interventi». A rispondere agli interrogativi della minoranza è il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Del Vecchio: «La contrazione delle risorse economiche per effetto dell’attuale stato di predissesto ci consente a malapena di destinare poco più di 300mila euro alla manutenzione e 150mila euro alla segnaletica stradale. Per il resto ci si dovrà affidare al reperimento di risorse comunitarie, nazionali e regionali o ricorrere a soggetti privati».

Tra gli obiettivi base del piano triennale c’è l’eliminazione delle criticità legate al dissesto idrogeologico e agli allagamenti. Solo dalla Regione saranno erogati 2,8 milioni per il piano antiallagamenti e circa 600mila euro per contrastare il dissesto idrogeologico. Altre risorse di somma urgenza sono state individuate dal Comune per mettere in sicurezza le strade a rischio frana, come Colle Renazzo, che dovrà essere cantierata «entro la fine del mese di giugno». «Il piano triennale», annuncia Del Vecchio, «non sarà un libro dei sogni, come consuetudine degli ultimi anni. Sarà nostro compito sollecitare gli enti sovracomunali di ogni ordine e grado e le società pubbliche e private per il prolungamento dell’Asse attrezzato fino al porto, la realizzazione dello svincolo Colle Caprino, il completamento della Strada Pendolo, il parco fluviale, le piste ciclabili, la sistemazione dell’area di risulta e i parcheggi interrati».

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