Nuovi numeri da chiamare e le regole dell’emergenza
Ecco il decalogo completo diffuso dalla Regione Abruzzo su come comportarsi Chi viene dalle zone di contagio ha l’obbligo di avvisare subito 118 e medici
PESCARA. Il caso di Roseto è un invito per tutti a prendere in seria considerazioni le regole dell’emergenza per contenere il coronavirus. In particolare la numero 7 di un elenco composto da 13 punti diffuso dalla Regione. L’obbligo da rispettare in modo assoluto per scongiurare il contagio riguarda «chi è entrato in Abruzzo negli ultimi 14 giorni dopo aver soggiornato all’estero in zone a rischio epidemiologico o nei Comuni del Nord Italia dove è stata dimostrata la trasmissione del virus, deve comunicarlo al proprio medico di famiglia o al pediatra di libera scelta o ai servizi di sanità pubblica».
I NUMERI. Deve farlo immediatamente, senza lasciar trascorrere giorni solo perché non si sono presentati i sintomi della tosse, della febbre e la difficoltà a respirare. E subito dopo questa regola basilare ne viene un’altra, la numero 8, che va ricordata ogni giorno perché pubblicizza numeri telefonici a cui rivolgersi, numeri che ieri hanno peraltro subìto una modica rispetto ai precedenti: « In riferimento a quanto sopra, contattare i seguenti numeri: 118 per l’Asl Pescara e Avezzano-Sulmona-L’Aquila; 800 860 146 per l’Asl Lanciano-Vasto-Chieti; 800 090 147 per l’Asl di Teramo». Ma anche il resto del decalogo va detto e ridetto. A partire dalle misure di informazione come quella che «scuole, università e uffici pubblici devono esporre i 10 consigli di prevenzione (vedi nella tabella), oppure negli uffici o nei luoghi aperti al pubblico devono esserci soluzioni per il lavaggio delle mani, e che sindaci e associazioni di categoria devono promuovere a tappeto la diffusione delle 10 misure di prevenzione negli esercizi commerciali».
HA LA FEBBRE. Gite scolastiche sospese, per ora, fino al 15 marzo, così come le aziende di trasporto pubblico devono sanificare i mezzi e nei concorsi, nonché negli esami universitari, dev’essere garantita un’adeguata distanza di sicurezza. Ma non basta. Ecco quindi le altre misure, quelle di prevenzione, come i punti 7 e 8 già citati, oppure le regole che impegnano gli operatori sanitari, che rispondono al telefono, di accertare subito se, chi chiama, ha la febbre e quali sono le condizioni dei familiari. È indispensabile saperlo prima che siano fornite tutte le informazioni utili sulle modalità e le finalità dell’isolamento domiciliare che deve durare per 14 giorni durante i quali è vietato avere contatti sociali, naturalmente fare viaggi, dando inoltre la garanzia assoluta di essere raggiungibili dagli operatori sanitari che debbono eseguire telefonicamente le attività di sorveglianza. E arriviamo al passaggio finale.
IL RICOVERO. Se compaiono i sintomi del coronavirus, il medico di famiglia, il pediatra nel caso di un bimbo o l’operatore di sanità pubblica, per chi viene da fuori, vanno avvisati in tempo reale. È questo il momento in cui indossare la mascherina diventa un obbligo così come allontanarsi dagli altri conviventi e restare isolato in stanza, in attesa di essere trasferito in ospedale. L’ultima regola riguarda il ricovero: in Terapia intensiva se il paziente ha bisogno del respiratore meccanico, se no viene messo in isolamento in Malattie infettive.

