Nuovi operatori per curare l’autismo

17 Novembre 2021

PESCARA. La fondazione Paolo VI è in prima linea nella cura dei pazienti con disturbo dello spettro autistico. Ora, dopo una formazione continua che ha visto susseguirsi formatori del calibro di...

PESCARA. La fondazione Paolo VI è in prima linea nella cura dei pazienti con disturbo dello spettro autistico. Ora, dopo una formazione continua che ha visto susseguirsi formatori del calibro di Shopler, Micheli, Xaix, Caretto, Vivanti, Venuti e tanti altri, personalità importanti nel campo dell’autismo, alcuni operatori hanno conseguito con grande soddisfazione la «Certificate of completion in the Esdm direct delivery».
Si tratta del cosiddetto «Modello Denver» (Esdm sta per Early start Denver model), approccio per il trattamento dei casi precoci di autismo basato sul gioco e la stimolazione della reciprocità sociale.
«È un grande orgoglio, che ci permette di fare ancora di più e meglio per i nostri pazienti autistici», ha commentato l’avvocato Peppino Polidori presidente della fondazione Paolo VI, nel consegnare martedì 9 novembre gli attestati a cinque operatori che hanno avuto come trainer la dottoressa Liliana Ruta, neuropsichiatra infantile dell’Irib Cnr di Messina, trainer internazionale e una delle massime conoscitrici di un metodo molto richiesto, ma poco diffuso a causa proprio del numero limitato di formatori.
Al Centro Adriatico della fondazione Paolo VI a Pescara già da settembre 2013, con il progetto sperimentale regionale per il trattamento dell’autismo rivolto a bambini in età prescolare, realizzato in collaborazione con l’unità operativa di Neuropsichiatria Infantile di Pescara, si utilizza un modello ispirato ai principi della Esdm. Questa certificazione rappresenta quindi un passaggio importante nell’ambito di un lavoro iniziato tempo fa.