Nuovi orari, i gestori insorgono: «Ordinanza da annullare subito»

Le associazioni di categoria contro il limite a mezzanotte e mezza imposto dal sindaco nei giorni feriali «Decisione inaudita, subito un incontro con il prefetto». E oggi il caso approda in Consiglio comunale
PESCARA. Il coro di proteste è pressoché unanime. Le associazioni di categoria sono assolutamente contrarie alla decisione del Comune di fissare a mezzanotte e trenta l’orario di chiusura dei locali del divertimento dalla domenica al giovedì e all’una e trenta il venerdì e il sabato, fino al 7 luglio, a partire da oggi. Il sindaco Carlo Masci, dopo aver riunito la sua maggioranza sabato mattina e aver trovato un’intesa, ha annunciato per oggi la firma dell’ordinanza (e se ne discuterà anche in Consiglio), spiegando che le premesse sono da rintracciare «nell’articolo 50 del Testo unico degli Enti locali». Masci ha voluto trovare, ha detto, un punto di equilibrio tra la richiesta degli operatori di lavorare e quella dei residenti, che vogliono riposare tranquillamente.
Confcommercio, Confesercenti e Cna, che aspettavano di essere convocate dal Comune per discutere degli orari dei locali, non riescono a credere che la maggioranza abbia deciso in autonomia senza parlarne con i diretti interessati. L’unica sigla a favore è Casartigiani, che plaude alla scelta del Comune. Gianni Taucci, di Confesercenti, contesta la decisione e annuncia battaglia. «Se una città intera deve sottostare alle condizioni dei residenti, è chiaro che è stata una scelta politica. Cioè, non ha nulla a che fare con il Covid», anche se da oggi scatta la zona bianca. «Mi sarei aspettato un atto di responsabilità nei confronti degli operatori», tanto più che «i dati dei contagi sono tra i più bassi. Chiudere a mezzanotte e mezzo proprio mentre si riprende una vita normale vuol dire mantenere il terrore sulla socialità, sui consumi e sulla libertà. E convocarci dopo aver firmato l’ordinanza è inutile», prosegue. Confesercenti non starà a guardare. «Chiederemo di annullare l’ordinanza e un incontro con il prefetto e inviterò gli operatori a chiudere le attività e a ridare le chiavi al sindaco, perché è inaudito fermare tutto a mezzanotte e trenta, vuol dire che non si può pensare al secondo turno serale, ed è inaudito anche il limite dell’una e trenta nel fine settimana». Ce l’ha con i residenti, Taucci. «Hanno avuto due anni per riposarsi. Ora è possibile che sia qualche condomino a decretare le mosse del Comune? Andassero a vivere in una città dove si ferma tutto a mezzanotte». L’ideale, per Taucci, sarebbe «lo stop all’1.30 da domenica a giovedì e alle 2 venerdì e sabato».
Anche Riccardo Padovano, dalla Confcommercio, non ha «apprezzato la fuga in avanti del Comune. Dobbiamo sederci e ragionare, confrontarci: è fondamentale per trovare dei punti di incontro. Mi chiedo se in politica comandino più un condominio o più le attività produttive che stanno sul territorio. Pescara vive di terziario avanzato, di persone che vengono qui perché è una bella città, e non si può pensare a degli interessi particolari. Prima otteniamo il risultato della Bandiera Blu e poi ci bacchettiamo?». Confcommercio ha di fronte «degli imprenditori alla frutta, con gli operatori da ballo pronti a riaprire prima del via libera, per protesta, con le tasse e i mutui da pagare. Sono convinto», conclude con ottimismo, che «troveremo la soluzione». Si dice «deluso» Carmine Salce, della Cna. «Ci aspettavamo maggiore tolleranza, sugli orari, speravamo di avere qualche concessione in più nei week end. E comunque non siamo stati neppure consultati, nonostante la richiesta di incontro. Faremo di tutto per ampliare gli orari tenendo conto della situazione di difficoltà delle attività: serve un minimo di tolleranza in più, e se si rispettano le esigenze dei residenti non si può ignorare quello che è accaduto alle attività. E poi un’ordinanza si può anche rivedere, non è che deve passare in Parlamento». Per Casartigiani, invece, Dino Lucente fa presente che con questi orari vengono «rispettati i cittadini e le attività di tutta Pescara, visto che si deve pensare anche alle zone distanti dal centro. Il Comune si sta tutelando dal pericolo di una nuova epidemia».

