Nuovi parcheggi in viale Marconi Sosta breve per 200 posti auto

23 Novembre 2021

L’assessore Cremonese svela le modifiche al progetto concordate con i commercianti della zona «Abbiamo accolto le richieste, quelle che riguardano la viabilità non sono di mia competenza»

PESCARA. L’assessore al commercio Alfredo Cremonese, attaccato nei giorni scorsi dai residenti e persino dal presidente della commissione Attività produttive Fabrizio Rapposelli, esponente del suo stesso partito, perché non avrebbe preso posizione a favore dei negozianti riguardo al progetto di viale Marconi, ieri è uscito allo scoperto. «Sono stato io ad organizzare un recente incontro tra il sindaco Carlo Masci e il comitato Salviamo viale Marconi», ha rivelato, «le richieste che sono state presentate dai negozianti sono state accolte».
L’assessore ha quindi svelato i dettagli. «Nel progetto», ha affermato, «abbiamo previsto 200 nuovi posti auto in quattro punti di raccolta. Parcheggi che verranno utilizzati per la sosta oraria, così come richiesto dai commercianti. Inoltre, ci saranno aree per il carico e lo scarico delle merci». «Tutto questo per quanto riguarda le attività commerciali», ha aggiunto, «ma residenti e negozianti contestano anche la decisione di realizzare quattro corsie in viale Marconi. Questa cosa non è di mia competenza, ma dell’assessore alla viabilità». «Ricordo, comunque», ha concluso Cremonese, «che abbiamo ereditato un progetto che non andava bene e noi lo abbiamo migliorato. Scomparirà la sosta in doppia fila, ma prevediamo di istituire quella oraria di mezz’ora. Ci stiamo lavorando e tutto quello che può favorire il commercio lo faremo».
Intanto, la battaglia di residenti e commercianti va avanti. Ieri, il comitato Salviamo viale Marconi ha consegnato ai presidenti delle commissioni Attività produttive, Lavori pubblici e Mobilità, Fabrizio Rapposelli, Massimo Pastore e Armando Foschi la richiesta di un incontro urgente.
Nei giorni scorsi, lo stesso comitato ha presentato al Comune, tramite il proprio legale Augusto Careni, l’istanza di accesso agli atti corredata da un centinaio di firme. Nel frattempo, sono salite a mille le adesioni al comitato. «Sintomi, dunque, di malcontento comune e generalizzato», ha detto la responsabile Fabiana Tenerelli, «se avessimo avuto più tempo, avremmo raggiunto sicuramente molti più aderenti».
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