Nuovi vaccini o 4ª dose: quale scegliere tra i due

Al via tra 24 ore in tutta la regione la campagna contro le ultime varianti del virus Una circolare del ministero della Salute chiarisce il dubbio più diffuso in queste ore
PESCARA. Per il ministero della Salute la quarta dose anti-Covid con vaccini tradizionali e la vaccinazione con le nuove dosi bivalenti, che partiranno domani in tutto l’Abruzzo, sostanzialmente si equivalgono. In altre parole: chi fa la prima delle due non deve fare la seconda e viceversa.
ECCO LA CIRCOLARE.
«La formulazione bivalente Original/Omicron BA.1 dei due nuovi vaccini a m-RNA, Comirnaty e Spikevax, è raccomandata prioritariamente a coloro che sono ancora in attesa di ricevere il secondo richiamo (cioè la quarta dose, ndr), in base alle raccomandazioni e le tempistiche già previste per la stessa, includendo anche operatori sanitari, operatori e ospiti delle strutture residenziali per anziani e donne in gravidanza». Così si legge sull’ultima circolare pubblicata il 7 agosto scorso per chiarisce un dubbio molto diffuso dei cittadini alle prese con una scelta tra due opzioni che in realtà non è difficile perché, come si diceva, l’una esclude l’altra.
Il Ministero della Salute ha anche definito l’utilizzo dei nuovi vaccini adattati alla sottovariante Omicron BA.1, dopo l’approvazione di Ema e Aifa, nell’ambito della campagna vaccinale anti Covid-19. Si tratta sostanzialmente di una nuova formulazione dei due vaccini Comirnaty (Pfizer) e Spikevax (Moderna), un adattamento reso necessario per fornire una protezione più mirata e precisa contro le versioni attualmente circolanti di Sars-Cov-2 per tenere il passo con il virus che muta continuamente. Sebbene i vaccini originali continuino a offrire una protezione efficace, e saranno ancora impiegati, le versioni aggiornate risultano comunque maggiormente efficaci per ottenere una risposta immunitaria contro la sottovariante Omicron BA.1. Inoltre le versioni aggiornate hanno dimostrato sostanziale parità tra di loro e con le precedenti a livello di effetti collaterali.
Si basano sulla stessa tecnologia a mRna dei precedenti, ma queste nuove versioni sono bivalenti: servono a indurre la produzione temporanea delle proteine spike della variante originale del Sars-Cov-2, sia quelle della sottovariante BA.1. Che i vaccini polivalenti siano altrettanto sicuri non è una novità: basti pensare agli antinfluenzali (trivalenti o quadrivalenti) che devono coprire più ceppi influenzali contemporaneamente.
Entrando più nel dettaglio, il ministero raccomanda prioritariamente la somministrazione della nuova formulazione, come si diceva poco prima, a coloro che sono ancora in attesa di ricevere la seconda dose di richiamo (comunemente detta “quarta dose” o "second booster"), in base alle raccomandazioni e le tempistiche già previste per la stessa, includendo anche operatori sanitari, operatori e ospiti delle strutture residenziali per anziani e donne in gravidanza; e a tutti i soggetti di età uguale o superiore a 12 anni ancora in attesa di ricevere la prima dose di richiamo (dose booster, o “terza dose”), indipendentemente dal vaccino utilizzato per il completamento del ciclo primario, sempre con le tempistiche già previste per la stessa. La platea degli interessati abruzzesi è quindi molto vasta, persino più ampia dei 400mila over 60 per i quali c’è da tempo il via libera alla quarta dose tradizionale. (u.c.)

