Nuovo capo dei vigili, esposto in Procura

Barbato, candidato escluso, boccia la scelta di Palestini: «Commesse irregolarità, presenterò tre denunce contro Masci»
PESCARA. «Sono state commesse irregolarità nella nomina di Danilo Palestini a capo della polizia municipale. Per questo presenterò degli esposti alla procura della Repubblica, alla Corte dei conti e all’Autorità anticorruzione». Antonio Barbato, ex comandante dei vigili urbani di Milano e attuale presidente dell’Osservatorio delle polizie locali, tra i candidati esclusi dalla selezione per la scelta del nuovo capo dei vigili di Pescara, ha deciso di dichiarare guerra al sindaco Carlo Masci per la nomina di Palestini. Nomina che, a suo dire, sarebbe illegittima. Un ricorso è stato annunciato anche da un altro escluso, il comandante dei vigili di Numana Roberto Benigni.
Comandante Barbato, che cosa intende fare?
«Innanzitutto, annuncio pubblicamente che non farò ricorso personale, nel senso che non farò ricorso per avere quel posto. Ma, come presidente dell’Osservatorio delle polizie locali, farò una denuncia all’autorità giudiziaria, all’Autorità nazionale anticorruzione e alla Corte dei conti».
Per quale motivo?
«Tre sono i requisiti che questo signore, a cui è stato affidato l’incarico, non ha. Il primo, è sul bando. Questo dice che nei tre anni precedenti dall’emissione del bando, Palestini non doveva aver svolto attività sindacale. Nel 2018, invece, lui è nella lista Rsu della Cisl per le elezioni in Comune. Per questo non poteva neanche essere ammesso alla selezione. Secondo dato: questo signore, in base all’articolo 110 del Testo unico sugli enti locali, per ricoprire un incarico dirigenziale dovrebbe aver già fatto il dirigente per cinque anni. Lui non ha maturato un giorno come dirigente. Inoltre, terzo elemento, nel regolamento del corpo c’è scritto chiaramente che per fare il comandante bisogna aver svolto per almeno cinque anni il comandante in altri Comuni. Si tratta di un’alternativa per chi non ha la carica di dirigente. Palestini queste tre cose non le ha».
Ma il sindaco ha dichiarato ieri che sono state rispettate le regole.
«Non è un problema solo di trasparenza in questo caso, ma di mancato rispetto della legalità e io chiedo al sindaco di andare a verificare quello che sto dicendo, perché lui dà troppo per scontato che i suoi uffici abbiano fatto le valutazioni corrette. Invece, le valutazioni corrette non sono state fatte, altrimenti questa persona non sarebbe stata nominata comandante dal sindaco».
Dunque, lei accusa il sindaco Carlo Masci?
«Il sindaco non può dire che è stato scelto Palestini perché è uno di Pescara. Allora cosa dovremmo dire a Milano, dove arrivano manager da tutto il mondo che, pur non conoscendo la città, vengono chiamati a svolgere attività di alto profilo. Le problematiche della città le conosciamo tutti e io mi fregio del vanto di avere gestito Milano durante l’Expo. Francamente, non capisco dove sia il problema».
Comunque, si è svolta una selezione prima della nomina.
«Il sindaco non può far muovere 50 persone che si iscrivono a questa selezione pubblica, quando ha già deciso chi nominare come comandante. Innanzitutto, i giornali davano già per scontato una settimana prima che fosse lui il comandante. Non ci volevo credere. Pensavo che a Pescara le cose le avrebbero fatte correttamente, invece non è stato così».
Secondo lei si dovrebbe annullare la nomina?
«Questo signore non può fare il comandante e pertanto sarà la magistratura e anche quella contabile a fare chiarezza. Il fatto che sia stato nominato dirigente, significa il raddoppio del suo stipendio a una persona che non ha i titoli. Ho sempre avuto stima di questo sindaco, lui dice che sono stati gli uffici i a fare questa selezione. Allora verifichi in che modo abbiano agito».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

