Nuovo piano anti rumori, è lite «A Pescara Vecchia non serve»

Dopo piazza Muzii, i gestori dei locali bocciano i divieti per corso Manthoné e via delle Caserme Confesercenti: «Penalizzato chi lavora». Confartigianato: «Ora spegneranno anche la riviera»
PESCARA. «Una strategia confusionaria, in assenza di una visione unica per tutta la città e che priverà Pescara di una parte della sua vocazione». È tranchant il giudizio che arriva dalle associazioni di categoria di fronte alla novità di un Piano di risanamento acustico per ridurre i rumori del centro storico, anticipato ieri dal Centro. Alle prese con un consiglio comunale che si protrae ormai da settimane per tentare di dare il via libera al piano anti rumori per la zona di piazza Muzii, il Comune nei giorni scorsi ha affidato l’incarico all’ingegner Marco Boilini per la redazione di un documento che dovrà prevedere la riduzione della rumorosità legata alla gestione dei singoli esercizi di Pescara vecchia. L’incarico comporta una spesa di oltre 9mila euro.
«Piuttosto che fare piani per singole zone, occorre un regolamento acustico e sanitario per tutta la città», commenta il direttore di Confesercenti, Gianni Taucci, «in modo da determinare una norma comune che non si differenzi. Non si possono tirare fuori atti in funzione di qualcosa o qualcuno. Tutto questo genera solo confusione per gli esercenti, per i residenti e per i fruitori dei pubblici esercizi».
Da Confartigianato, con il direttore Fabrizio Vianale, arriva l’accusa rivolta all’amministrazione «di non aver mai esposto una sua visione della città. Finora, Pescara è stata una città ospitale e che dà un valore all’economia della notte. Con questi provvedimenti si trasformerà invece in un luogo dove andranno a dormire persone che si saranno divertite altrove. Già tante attività hanno scelto di allontanarsi da Pescara e di spostarsi in comuni limitrofi. Con il primo piano, di cui peraltro abbiamo dimostrato con fatti oggettivi che non ridurrà il rumore antropico, si affosserà la zona di piazza Muzii, e con il secondo si va a colpire anche l’altra area e il rischio è che poi toccherà alla riviera».
«Scopriamo queste notizie dai giornali», evidenzia Riccardo Padovano, presidente di Confcommercio, «quando dovrebbero esserci incontri continui con le associazioni. La domanda che ci poniamo è se quindi ci saranno due regolamenti nella città. Nei giorni scorsi, abbiamo avuto un incontro con l’assessore ai Grandi eventi per le manifestazioni dell’estate. Il regolamento non può valere solo per i bar e non per gli eventi. Dico sempre che quando si devono scrivere delle norme, più tempo si impiega e meglio è, perché poi è difficile tornare indietro. Il regolamento deve essere unico per tutta Pescara».
Parla di «amministrazione che rincorre i problemi e non li gestisce sulla base di una prospettiva unica di città», il coordinatore di Cna, Luciano Di Lorito. «Con questo modo di fare non si affrontano le questioni nel verso giusto. Il rischio è che anche per il centro storico si farà quello che si è fatto per piazza Muzii, e cioè un piano che tiene conto solo delle esigenze dei residenti e non di quelle degli esercenti e che tra l’altro si sta pure facendo fatica ad approvare con un consiglio infinito, altro simbolo del navigare a vista».

