Nuovo piano sociale, è scontro

Il centrosinistra contro la giunta Marsilio: «Non condiviso con le associazioni»
PESCARA. Il centrosinistra boccia il nuovo Piano sociale della Regione. «La maggioranza sbatte la porta in faccia a 31 associazioni e presenta un documento non condiviso con il territorio e scollegato dal piano sanitario. Per metodo e contenuti torniamo indietro di anni»: così i gruppi di opposizione in consiglio regionale del Partito democratico, Legnini Presidente, Abruzzo in Comune e Misto, bollano il nuovo strumento sbarcato in V Commissione. Il testo era stato già attaccato dal M5S, con l’assessore Pietro Quaresimale che invece lo aveva difeso, parlando di un piano innovativo e dettagliato, con una dotazione di 350milioni di euro per le aree sociali e l’inclusione.
«La Regione non raccoglie la richiesta di 31 istituzioni abruzzesi che operano nel comparto di essere coinvolte, anche in vista della redazione della proposta del Pnrr Sanità che l’ente dovrà fornire entro il 28 febbraio al Governo e che ad oggi appare monca e, soprattutto, non concepita insieme alle associazioni degli utenti e dei familiari che utilizzano i servizi sociali. A queste la maggioranza ha sbattuto la porta in faccia, negandosi in modo becero e incivile», l’allarme dei consiglieri dei gruppi Pd, Legnini Presidente, Abruzzo in Comune e Misto», si legge nella nota dei consiglieri Silvio Paolucci, Dino Pepe, Antonio Blasioli, Americo Di Benedetto, Sandro Mariani, Marianna Scoccia, che continua: «Tutto questo accade in un momento che è decisivo per la programmazione anche dell’assistenza sanitaria territoriale, perché in queste settimane la giunta regionale sta chiudendo l’action-plan per la spesa delle risorse della Missione Salute del Pnrr e dovrebbe definire con il Governo un nuovo modello organizzativo della rete assistenziale. Abbiamo un’occasione unica per ripensare l’integrazione sociale-sanitario che è il vero salto di qualità a vantaggio dei cittadini fragili, specie quelli con patologie mentali che maggiormente vivono l’esigenza di un’integrazione fra le due dimensioni e invece si tengono i piani ben distinti». Quindi ancora i consiglieri di centrosinistra: «L’ipotesi di cui parliamo è del tutto scollegata dal piano sanitario, è dunque è impresentabile come piano socio-sanitario. E il fatto che sia scollegato lo dimostra il metodo adottato dalla Regione, che, cosa gravissima, si appresta a presentare il documento più importante per quanto riguarda il Pnrr a trazione regionale, che è quello sulla sanità, senza aver fatto un momento di confronto con nessuno. Le associazioni che si erano messe a disposizione per fare un lavoro più concreto e rispondente alla realtà territoriale, sono state tagliate fuori dalla concertazione, persino maltrattate. Questo sarebbe il piano socio-sanitario del futuro? Vero è che per metodo e per contenuto questo piano ci riporta notevolmente indietro, mentre tutto il resto del mondo ragiona in modo diverso, nel perfetto stile di governo lento e inefficace a cui questa maggioranza ci ha abituato. Né trova alcun fondamento la fretta di distribuire i fondi, visto che siamo a febbraio e l’ultimo Consiglio risale al 31 dicembre e sono pochissime le commissioni convocate fino ad oggi. Non è possibile che il centrodestra impedisca una concertazione con le associazioni che chiedono solo di comprendere come si armonizzerà il piano sociale con il piano di azione sanitario sui fondi del Pnrr».(u.c.)

