Nuovo Prg, l’obiettivo è 18mila abitanti

Città Sant’Angelo, la crescita del Comune legata allo strumento urbanistico ancora da approvare
CITTÀ SANT’ANGELO. Un nuovo Piano regolatore per continuare a crescere e superare i 18 mila abitanti: è questo il bivio in cui si trova Città Sant'Angelo che, da oltre un decennio, discute sulla variante generale dello strumento urbanistico. Superata nel frattempo la soglia dei 15.000 residenti, che a livello normativo separa i Comuni piccoli da quelli grandi, attuando la parte residua di Prg Città Sant'Angelo potrebbe crescere di altri 1500 abitanti. Sono i dati contenuti nel rapporto ambientale legato al percorso del nuovo Prg, ancora da approvare, che prevede invece possibilità insediative per circa 3100 nuovi angolani: un aumento della popolazione vantaggiosa in ottica di razionalizzazione dei costi di fornitura dei servizi.
Il prossimo maggio, Città Sant'Angelo voterà per l'ultima volta senza il doppio turno per eleggere il primo cittadino: anche dal punto di vista politico, dunque, c'è da registrare il passaggio ai Comuni maggiori. Un passaggio che, urbanisticamente, si pensa di affidare al nuovo Prg: lo scenario di completa attuazione del Piano vigente porterebbe a un leggero calo del suolo consumato pro capite, da 639 a 621 metri quadrati. Ma «una quota parte significativa delle istanze espresse» si legge nella valutazione delle alternative di piano «chiede l’edificabilità su suoli agricoli (o comunque non urbanizzati) e in funzione di tipologie edilizie a medio bassa densità; il loro accoglimento implicherebbe un aumento di abitanti insediabili, aggiuntivi rispetti allo scenario conformato, di poche decine di abitanti».
In sostanza, significherebbe aumentare il numero di case sparse, un fenomeno negativo per quanto riguarda il costo dei servizi e delle urbanizzazioni. Le previsioni di piano, invece, «implicano un significativo consumo di suolo e, al contempo, un innalzamento complessivo degli indici edificatori». La contestualità dei due fattori porterebbe a un consumo di suolo pari a 613 metri quadrati per abitante, più basso quindi di quello degli altri scenari. «Questo traguardo è raggiungibile», prosegue il documento «a condizione che vengano sfruttati gli indici edificatori massimi previsti dalla normativa di piano».
Il Prg attuale «non ha dato luogo alla risoluzione delle criticità urbanistiche in essere da tempo», come i comparti dismessi o sottoutilizzati e gli investimenti nelle reti tecniche urbane. Si pensa insomma al Piano regolatore attuale, per via della bassa densità insediativa prevista, l'alto consumo di suolo e la facilità con cui ha dato titolo a costruire una nuova abitazione, come la causa di questi problemi.

