Nuovo procuratore di Pescara: corsa a tre, al Csm l’ultima parola

20 Giugno 2021

Sarà il plenum a decidere, dopo che la commissione si è divisa sui magistrati candidati alla nomina: 3 voti per Giampiero Di Florio, 2 per Giuseppe Bellelli e 1 per Ettore Picardi. Se ne parla dopo l’estate

PESCARA. Potrebbe diventare una corsa tutta abruzzese quella a ricoprire la poltrona di procuratore capo della Repubblica di Pescara. Nei giorni scorsi i sei membri della commissione del Csm chiamati ad esprimersi sulle candidature hanno individuato tre possibili candidati sui quali ora dovrà decidere il plenum del Csm. Giampiero Di Florio, attuale procuratore di Vasto, ha ottenuto tre voti: Giuseppe Bellelli, attuale procuratore a Sulmona, due voti, mentre un voto è stato espresso in favore di Ettore Picardi, sostituto procuratore generale della Corte d’Appello dell’Aquila. In sostanza, la scelta della Commissione è stata una sorta di non scelta: scaricare ogni decisione nelle mani del plenum. Di solito, la Commissione fornisce un nominativo che quasi mai trova ostacoli nel successivo passaggio al plenum. Questa volta, invece, sono stati addirittura tre i candidati su cui si sono spalmati i voti.
Nel dettaglio, le tre preferenze che sono andate a Giampiero Di Florio, arrivano dai due membri laici della Commissione, Filippo Donati (del Movimento Cinque Stelle) e Alessio Lanzi (Forza Italia) e dal membro togato Loredana Miccichè di Magistratura Indipendente.
Per quanto riguarda Giuseppe Bellelli, a sostenerlo sono stati due membri togati: Giuseppe Marra di Autonomia e Indipendenza (che fa capo a Piercamillo Davigo) e Giuseppe Cascini di Area. Ettore Picardi è stato invece votato dal consigliere Michele Ciambellini di UniCost. E anche qui, se vogliamo, si potrebbe notare una sorta di anomalia nel fatto che qualcuno si aspettava forse che Picardi venisse, semmai, sostenuto da Marra. In corsa c’erano anche altri candidati importanti che si pensava potessero avere delle chances, come Sergio Colaiocco della procura di Roma e Luca Masini, poi andato invece a Modena. Sta di fatto che questa decisione di scegliere una terna di nomi per Pescara potrebbe allungare di molto i tempi di definizione della nomina del sostituto di Massimiliano Serpi, l’ex procuratore capo di Pescara che ha lasciato vacante la sede dal 16 settembre del 2020 (posto che poi venne pubblicato in data 8 ottobre 2020), sostituito al momento dal procuratore aggiunto, Anna Rita Mantini che svolge le funzioni di procuratore capo. La decisione del plenum, stando così le cose, potrebbe tardare a venire in quanto i voti dei 24 membri del plenum (16 togati e 8 laici) dovranno trovare una convergenza sul candidato da nominare a Pescara: circostanza che potrebbe anche finire per essere condizionata da altre nomine in corso in altre città. Insomma, una decisione delicata che probabilmente potrebbe rientrare nei difficili equilibri interni del plenum. Una situazione piuttosto fluida per una scelta che diventa più ragionata, visto che il lavoro della Commissione non è stato selettivo come avviene di solito.
I tre prescelti, passati allo scrupoloso vaglio della Commissione, hanno dunque tutte le carte in regola e i requisiti per ambire al ruolo di procuratore capo di Pescara, ma bisognerà vedere quale sarà il ragionamento che prevarrà per la scelta da parte dei membri del plenum, di cui fanno parte anche i rappresentanti della politica. Di Florio e Bellelli sono due professionisti con grande esperienza. Insieme hanno lavorato nella procura di Pescara raggiungendo traguardi di rilievo in procedimenti penali anche piuttosto delicati come lo scandalo Sanitopoli, dove la politica dell'epoca non risparmiò veleni nei loro confronti. Ma i due pm andarono avanti a testa alta e dritti per la loro strada, centrando l’obiettivo. Ora si ritrovano insieme, ma in un certo senso l’uno contro l’altro in questa corsa alla poltrona di numero uno della procura pescarese.