Nuovo rogo, distrutta la chiesa del Colle

26 Settembre 2018

Via Marmolada, i piromani tornano in azione a distanza di otto giorni. Il parroco non sa darsi una spiegazione

MONTESILVANO. A distanza di otto giorni la chiesa dei Santi Martiri Innocenti di Montesilvano colle, in via Marmolada, è tornata a bruciare. E se l’incendio di lunedì scorso ha provocato danni consistenti, quello di ieri mattina, scoppiato attorno alle 5, ha reso inagibile la struttura in legno e non ha lasciato tracce degli inneschi: la navata destra è completamente distrutta e una parte del tetto è crollata, nonostante l’intervento dei vigili del fuoco di Pescara e del distaccamento volontari di Montesilvano, che hanno spento il rogo dopo la segnalazione di un passante.
Bilancio drammatico per il secondo incendio di origine dolosa ai danni della chiesa retta da don Rinaldo Lavezzo che si dice dispiaciuto e non riesce a darsi «una spiegazione» per i roghi che hanno distrutto praticamente tutto. La scorsa settimana il piromane, o i piromani, avevano appiccato le fiamme in tre punti diversi, dopo aver forzato una porta, lasciando anche delle tracce degli inneschi. Le fiamme erano state appiccate nel locale che ospitava l’ufficio del parroco, nella sala dove erano conservate le attrezzature (tra cui l’impianto per la videosorveglianza e quello per controllare gli altoparlanti che rimandavano il suono delle campane) e poi su uno degli altoparlanti, sciolto dal calore. Lo stupore era tanto allora e lo è ancora di più oggi. Anche perché in questi giorni «non è accaduto nulla», fa sapere il parroco, costretto a casa da un’influenza. «C’è stata una messa all’aperto, domenica mattina», dice don Rinaldo. E in quella occasione «il sindaco Francesco Maragno ha assicurato un aiuto alla ricostruzione della chiesa. Forse qualcuno si è spaventato vedendo tanta partecipazione alla cerimonia» e temendo la “rinascita” della struttura, come ipotizza anche il sindaco. Se la scorsa settimana si pensava alla possibilità di intervenire «per rimettere in piedi la chiesa», adesso i dubbi sono tantissimi. «Si potrebbe fare, ma se poi accade di nuovo nel giro di qualche anno?», si chiede don Rinaldo. Di questo, annuncia il parroco, «si parlerà venerdì nel corso di un incontro con l’arcivescovo», monsignor Tommaso Valentinetti che anche ieri, come aveva fatto il 17 settembre, si è detto dispiaciuto per l’accaduto. «Per il momento» non può rispondere a domande sul futuro dell’edificio religioso di Montesilvano preso di mira dai piromani. L’auspicio di Valentinetti è che «si riesca ad individuare il responsabile» e su questo stanno lavorando i carabinieri di Montesilvano, coordinati dal capitano Luca La Verghetta, che stanno indagando sui due episodi senza escludere alcuna pista, anzi ampliando sempre più il raggio di azione. Dopo il primo incendio il parroco aveva riferito delle minacce ricevute in passato dai vicini, infastiditi dalle messe, dalla presenza dei fedeli, dal rumore degli altoparlanti. «Screzi di vicinato con due famiglie» che don Rinaldo ha confermato anche ieri. Il sindaco, che ha raggiunto la chiesa e sentito il parroco, sollecita «una risposta forte, con l’individuazione del responsabile di questo vile gesto». E torna a chiedere «un presidio di polizia fisso che vada a coadiuvare il lavoro dei carabinieri, encomiabile. Lo stiamo sollecitando al Ministero dal 2014 e continuiamo a farlo ora. Sarebbe l’unica risposta per garantire tutela e sicurezza alla popolazione».