Nuovo scontro sui tagli dei piccoli ospedali

Il forzista Febbo questa volta non attacca Paolucci ma la proposta di legge presentata dai 5 Stelle
PESCARA . Si riaccende lo scontro sui piccoli ospedali, con il consigliere di Fi, Mauro Febbo, che critica la proposta di legge presentata dal Movimento 5 Stelle. «Una pubblicità regresso», così l’esponente forzista bolla l’iniziativa legislativa pentastellata, «in vista delle elezioni regionali». E dopo la “pace” e l’inedita alleanza con l’assessore Silvio Paolucci (co-firmatario con Fi della proposta che salva le indennità delle guardie mediche), Febbo spiega anche i motivi della sua presa di posizione contro l’iniziativa dei Cinquestelle. Il riordino della rete ospedaliera, specifica, deriva da una norma ministeriale, il decreto Lorenzin. «Pertanto, anziché presentare una proposta di legge regionale, quindi di rango giuridico inferiore, gli esponenti del Movimento 5 Stelle si facciano promotori presso il Ministro Grillo, per l’approvazione di provvedimenti nazionali capaci di correggere il decreto Lorenzin, aprendo davvero nuovi scenari per la programmazione sanitaria non soltanto abruzzese, ma nazionale. La proposta di legge sulla salvaguardia degli ospedali minori che i Cinquestelle stanno illustrando sui territori», dice, «è scarna nei contenuti e, soprattutto, non ha i fondamentali legislativi per ricevere i pareri positivi da parte degli uffici regionali competenti».
Tra l’altro, rincara la dose il consigliere di Fi, «basta leggere il contenuto della proposta, composta di soli quattro articoli, per rilevarne la pochezza giuridica e tecnica. Una proposta che evidenza una lacunosità nella conoscenza degli atti e norme fondamentali che hanno accompagnato prima il default, poi il commissariamento e successivamente la programmazione sanitaria con l’uscita dallo stesso e la fase attuale di affiancamento». Secondo Febbo, è singolare il fatto che il progetto di legge, «presentato il 23 aprile scorso e assegnato all’esame della Commissione Sanità fin dal 4 maggio, non viene portato all’esame della stessa per la discussione ed eventuale approvazione». Dal momento che sono scaduti i termini, osserva il consigliere di Fi, «il gruppo pentastellato ne potrebbe richiedere l’esame secondo regolamento e statuto. Infine è da rilevare come la proposta di legge è stata firmata stranamente solo dal consigliere Domenico Pettinari e non dalla collega avvocato Sara Marcozzi». (c.s.)

