Nuovo Superbonus: ecco in quali casi ripartono i lavori

8 Marzo 2023

Presentato un pacchetto di 300 emendamenti alla Camera Cessione del credito e sconto in fattura per Onlus e Ater

Un pacchetto di oltre 300 emendamenti, depositati in commissione Finanze alla Camera, per tentare di salvare il Superbonus. E alleggerire le maglie strette dal Governo sulla misura. Ieri, alle 12, è scaduto il termine per presentare i correttivi: deroghe al provvedimento, scattato il 17 febbraio scorso, che ha vietato cessione dei crediti e sconto in fattura. Un numero di proposte di modifica tutto sommato contenuto rispetto alle previsioni, che apre la strada al dialogo sulle modifiche da apportare al testo. Quella in corso è una settimana decisiva per la partita del Superbonus, in cui il Governo dovrà trovare la quadra tra l’esigenza di dare risposte certe e concrete a cittadini e imprese, la salvaguardia del debito pubblico e il contrasto alle frodi. Oggi è in agenda l'esame per l'ammissibilità degli emendamenti, la settimana prossima sarà dedicata all' esame da parte del Governo Meloni.
CREDITI BLOCCATI
Da Fratelli d'Italia arriva l’emendamento che dovrebbe sbloccare le richieste di cessione del credito relative ai lavori realizzati nel 2022, già inviate alle banche ma che, in assenza di risposta da parte degli istituti di credito, rischiano di non arrivare all’Agenzia delle entrate entro il termine del 31 marzo: si tratta dei cosiddetti "crediti incagliati". La maggioranza dei gruppi parlamentari chiede la riapertura della cessione dei crediti e dello sconto in fattura. Molte delle proposte di modifica sono indirizzate alla riattivazione dello sconto in fattura e della cessione del credito per il Sismabonus e alla compensazione dei crediti tramite modello F24. Le altre tematiche affrontate negli emendamenti riguardano la cartolarizzazione per sbloccare i crediti ormai da tempo fermi e la modifica alle certificazioni Soa. Per i crediti bloccati si paventa l’idea che lo Stato faccia da garante. Per le certificazioni Soa, invece, l’ipotesi più papabile è l’abbassamento della soglia per la quale diventa obbligatoria. Si ipotizzano i 516.000 euro.
ONLUS E ATER
Le operazioni di cessione del credito e sconto in fattura dovrebbero restare attive per gli immobili ex Iacp, le onlus, per il sismabonus e, per quanto riguarda i lavori eseguiti prima del varo del decreto legge, quelli relativi alla cosiddetta edilizia libera: interventi che non richiedono autorizzazioni come la Cila, che riguardano efficientamento energetico, sostituzione infissi, fotovoltaico, caldaie e condizionatori. L'ipotesi più plausibile sarebbe quella di garantire lo sconto in fattura a coloro che hanno avviato il pagamento dei lavori anche in acconto, perché tale casistica sarebbe facilmente tracciabile dal Fisco grazie ai "bonifici parlanti": ci sarebbe la possibilità di provare, con data certa, i pagamenti o la firma di un contratto, restando, comunque, nel vecchio regime.
IN STAND BY L'F24
Si lavora anche a riaprire la partita per i cantieri in atto per le residenze unifamiliari. Mentre resta ancora in "stand by", in attesa di ulteriori riflessioni da parte della Ragioneria generale dello Stato, la soluzione degli F24, sollecitata dal sistema bancario e delle imprese, per sbloccare i crediti che giacciono nei cassetti fiscali delle imprese. La Commissione Bilancio procederà al voto degli emendamenti tra il 20 e il 24 marzo, mentre la discussione generale sul provvedimento da parte dell’Assemblea di Montecitorio è attesa a partire dal 27 marzo. L'Ance, in audizione alla Commissione Finanze del Senato, ha di fatto spiegato che «occorre risolvere il dramma legato ai crediti incagliati, che sta colpendo numerose famiglie e imprese: c’è spazio per una liquidazione immediata. L'Istat ha rivisto le stime sugli effetti dei bonus sui conti delle amministrazioni pubbliche per il triennio 2019-2021, alla luce delle indicazioni di Eurostat. La riclassificazione dei bonus, da "non pagabili" a "pagabili", ha determinato un peggioramento del deficit imputabile agli anni scorsi, dal 2020 al 2022, ma ha migliorato il deficit degli anni futuri. I dati Istat hanno chiarito che i crediti derivanti dai bonus edilizi sono già stati contabilizzati nel bilancio dello Stato e, quindi, c’è spazio per una liquidazione immediata dei crediti incagliati in capo a famiglie e imprese». Resta aperto il problema degli incapienti: i contribuenti che non possono beneficiare delle detrazioni, in assenza di cessioni e sconti, non avendo imposte da pagare.
RISCHIO FALLIMENTO
Sono circa 32mila, In Italia, le imprese a rischio fallimento se non verranno apportate modifiche al decreto legge che ha rivisto l'impalcatura del Superbonus. In Abruzzo sono almeno 10mila i cantieri messi all’angolo dal decreto che ha bloccato le cessioni dei crediti, per lo più bloccati. Considerando uno stock di crediti fiscali incagliati in capo alle imprese di 19 miliardi di euro, gli effetti macroeconomici potrebbero essere estremamente preoccupanti: 32.000 imprese fallite e 170.000 disoccupati in più nel settore delle costruzioni, che raddoppiano con l’indotto: si stima, infatti, che un miliardo di crediti incagliati produce il blocco di circa 6.000 interventi, tra unifamiliari e condomini, con rischio di fallimento di almeno 1.700 imprese di costruzioni e la perdita di circa 9.000 occupati.
CASO ABRUZZO
Una grossa fetta della partita si gioca sulla deroga al divieto delle cessioni del credito per il Superbonus per gli interventi nei Comuni colpiti da sisma. Sono migliaia, infatti, le pratiche relative al terremoto 2009 e 2017, in cui i cittadini hanno optato per la rinuncia al contributo post sisma per realizzare gli interventi con il Superbonus alternativo al contributo per la ricostruzione. Per queste pratiche è prevista la maggiorazione del 50% dei massimali e la detraibilità delle spese al 110% fino al 31 dicembre 2025. Pertanto, buona parte dei titolari di queste pratiche non hanno ancora presentato le Cilas o altro titolo abilitativo e, con lo stop alla cedibilità dei crediti non potranno realizzare i lavori.