Né mercatino né farmacia: ecco il quartiere senza servizi

27 Maggio 2017

La palestra comunale di via Caduti per servizio, costruita 10 anni fa, non è mai stata aperta Manca anche la guardia medica e i giochi del parco sono pericolosi. «Qui lo Stato non c’è»

PESCARA. Le finestre al primo piano di un appartamento dell'edificio tinteggiato di mille colori, nel quartiere dormitorio di Fontanelle, sono murate da blocchi di forati incastonati nelle chiazze di cemento.
Sono sbarrate per evitare l'ennesima occupazione abusiva. Non si odono le grida gioiose dei bambini nel Parco della Serenità di via Caduti per Servizio a Fontanelle. Perché i giochi loro riservati sono pericolanti e con i chiodi a vista.
I cestini dei rifiuti saranno sempre stracolmi, anche se venissero svuotati regolarmente da Attiva. E' un parco vissuto molto la notte, dopo le otto di sera, quando mani ignote recidono le recinzioni e le scavalcano. Entrano e si appropriano degli spazi. Chi entra al mattino nell'area verde, inaugurata nell'era dalfonsiana, nota sull'erba i passaggi notturni: bottiglie di plastica, pacchi di sigarette, fazzoletti usati.
«Qui lo Stato non c'è», ripetono i residenti, quasi rassegnati. «Mi raccomando non scrivete i nostri nomi, abbiamo paura di ritorsioni, ne abbiamo passate troppe», raccomandano tante volte. Le recinzioni del parco della Serenità (un nome profetico per il quartiere) dovrebbero servire a proteggere il polmone verde del popoloso quartiere con le abitazioni Anni Settanta.
«Invece non servono a nulla», fa notare Nello Raspa, presidente dell'associazione Insieme per Fontanelle, «perché le ritroviamo sempre tranciate. Per questo, abbiamo chiesto all'amministrazione comunale di toglierle».
Dalla parte opposta della strada, un gigante di cemento armato è immerso nell'erba alta quanto una persona.
«E' la palestra comunale», ci spiega Raspa, «costruita una decina di anni fa, inaugurata l'anno scorso, ma mai aperta. Eppure, sarebbe un servizio utile ed educativo per i pochi di questo quartiere che ormai è una bomba sociale pronta a esplodere in ogni momento».
Ma ci sono interventi da completare? «Poca roba, ma sta passando tanto di quel tempo che tra non molto le strumentazioni sportive saranno obsolete e i muri cascheranno a pezzi. Che cosa aspettano ad aprirla?».
Un rione dove mancano anche i servizi basici: un negozio di alimentari, un'edicola, la farmacia, le attività sportive, un mercatino settimanale, una guardia medica. «Ci abbiamo provato a far venire gli ambulanti», racconta il presidente di frontiera, «ma l'avventura è durata appena un mese. Anni fa. Troppe tasse per pochi incassi, i commercianti non hanno resistito. Della farmacia si parla dal 2012, ma a oggi solo parole».
Servizi essenziali, questi, perché «porterebbero movimento nella zona e dove c'è movimento la criminalità si nasconde». Ieri mattina, c'era tanto silenzio nel quartiere. Apparentemente, la vita quotidiana scorreva tra le mura di casa scrostate, le pareti ricoperte di muffa, i giardini invasi dall'immondizia che Attiva ripulisce «ma il giorno dopo siamo punto e a capo».
I residenti hanno paura persino a raccontare degli allacci abusivi di acqua e luce. Ci sono, però, le foto a testimoniare i contatori che mancano all'appello . (c.co.)
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