«Occhio a cosa c’è nei panettoni»

L’oncologo Berrino torna a Pescara e parla della dieta corretta contro i tumori
PESCARA. Affamati di assoluzione per i (troppi) peccati di gola già commessi e prossimi a venire per santificare le feste. È così che il piccolo grande guru della dieta anticancro Franco Berrino ha lasciato la folla accorsa ad ascoltarlo nel padiglione espositivo del porto turistico, messo a disposizione dalla Camera di Commercio di Pescara per ospitare domenica pomeriggio l’incontro con Berrino e altri qualificati medici specialisti (Eugenio Luigi Iorio, Dino Natale, Domenico Agresta, Nicola Salvatorelli, Elena Alquati) sullo scottante tema della qualità del cibo e di un più corretto stile di vita, principali alleati nella prevenzione delle malattie degenerative - cancro e tumori in aumento preoccupante soprattutto tra i giovani - e della possibilità di allungare la vita media conservando una buona salute.
L’intervento di Berrino ha movimentato anche la giornata di sabato nell’Orangerie di Ninì a Montesilvano Colle, sede ormai di riferimento dei suoi laboratori di cucina in linea con l’ambizioso progetto di dar vita anche in Abruzzo a un innovativo polo di eccellenza della cultura gastronomica improntata al benessere e al recupero della tradizione alimentare. Come confermato dal nuovo Codice europeo contro il cancro, il consumo di zuccheri e prodotti industriali combinato all'uso smodato di carni animali e allo stress ossidativo – fattore emergente di rischio nel terzo millennio – ha portato negli ultimi 50-60 anni a un’impennata dei casi di tumore. Fronteggiare il problema con la medicalizzazione non serve. Importante piuttosto la prevenzione attraverso lo stile di vita. Come sottolineato da Elena Alquati «traduttrice» nei piatti della Cascina Rosa di Milano delle indicazioni di Berrino, occorre tornare in cucina con tanto amore, frequentare corsi di sana alimentazione, eliminare dalla dispensa tutto quanto è prodotto dall'industria, cibi zuccherati e conservati, formaggi e salumi. «Difficile ma possibile se lo si vuole e se diventa un'abitudine», ha confortato la dottoressa. «Se noi cambiamo l’industria alimentare sarà costretta a cambiare. Occorre più apertura al cambiamento anche tra i medici nel consigliare i pazienti prima di ricorrere ai farmaci», ha aggiunto. Preferire dunque minestre di riso, cereali integrali e legumi (in piccola quantità anche ad ogni pasto), cibi di cui l’uomo si è sempre nutrito e di cui oggi si è persa l’abitudine, pane e dolci fatti in casa con farine non raffinate, da 5 a 8 le porzioni di frutta e verdura al giorno, usare olio extravergine d’oliva di qualità (come quello abruzzese e al prezzo non da discount) e approffitare della disponibilità della piccola pesca locale. Fare 30-40 minuti di camminata a passo sostenuto tutti i giorni, coltivare le relazioni sociali e rispettare la natura. Soprattutto mangiare meno, mantenere la vita snella, non bere alcool regolarmente e non fumare, «chi vorrà comunque farlo aspetti almeno tre minuti prima di rientrare nell’ambiente dove sono gli altri perché continuerà a rilasciare fumo passivo, causa di leucemia tra i figli di fumatori», ha allertato Berrino. «E prima di acquistare il panettone», ha concluso l’oncologo, «cercare tra gli ingredienti in etichetta: sciroppo di glucosio e fruttosio. Se ci sono non compratelo».
Jolanda Ferrara
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