Occhio agli abusivi della farfallina
Ecco i rischi a cui si va incontro: controllate i guanti, gli aghi e i tubi monouso
PESCARA. I tatuaggi sono disegni permanenti realizzati con pigmenti inseriti nello strato superficiale della cute. Per farlo, di solito il tatuatore usa un’apparecchiatura manuale che funziona più o meno come una macchina da cucire, iniettando ad ogni puntura minuscole gocce d’inchiostro sottopelle. Il processo del tatuaggio, che viene effettuato senza anestesia e può durare anche diverse ore per i disegni più grandi, provoca un leggero sanguinamento e causa un po’ di dolore, che può essere lieve o forte a seconda della zona trattata. Per essere certi di farvi tatuare in tutta sicurezza, tenete sotto controllo una serie di cose. Andate in uno studio di tatuatori – stando alla larga dagli abusivi – con personale preparato, e ricordate che i requisiti di sicurezza e gli standard per il rilascio della licenza variano da paese a paese. E poi, controllate che il tatuatore indossi guanti nuovi per ciascun cliente. L’ago e i tubicini devono essere estratti da un pacchetto sigillato, proprio come deve accadere dal dentista. Anche i pigmenti e i contenitori devono essere nuovi. Controllate se viene utilizzata un’autoclave per sterilizzare le attrezzature non usa e getta prima di usarle su un nuovo cliente. Tavoli e lavandini invece, dovrebbero essere sterilizzati dopo l’uso con un disinfettante o con una soluzione a base di candeggina. Prima di procedere poi, chiedetevi se siete veramente disposti a investire in una modifica permanente del vostro corpo. Scegliete con attenzione la zona in cui farvi tatuare e non fatelo mai se siete sotto l’influenza di droghe o alcol, o se siete preoccupati che il tatuaggio dopo un po’ potrebbe non piacervi più. Ricordate che anche i tatuaggi, come ogni intervento sul vostro corpo, possono comportare rischi. Il tatuaggio causa una lesione della pelle, quindi possono verificarsi infezioni cutanee e altre complicazioni. Tra i rischi ci sono le reazioni allergiche causate dagli inchiostri (soprattutto da quello rosso), come un’eruzione cutanea pruriginosa nella zona tatuata, oppure rossore e gonfiore. In alcuni casi, intorno all’inchiostro del tatuaggio possono formarsi piccoli rigonfiamenti, detti granulomi: il tatuaggio può provocare un ispessimento della pelle, causato dalla proliferazione del tessuto cicatriziale. Occhio poi alle patologie infettive. Se l’attrezzatura usata per realizzare il tatuaggio è contaminata da sangue infetto, c’è il rischio di contrarre diverse malattie trasmesse dal sangue, come l’epatite B, l’epatite C, il tetano, l’Hiv. Ai fini della prevenzione dei tumori della pelle invece, è importante sapere che tipo d’inchiostro viene usato ed evitare di coprire i nei. E se alla fine quella farfallina o il tribale che vi siete fatti disegnare sulla spalla non dovessero più piacervi? I tatuaggi possono essere rimossi da un dermatologo in ambulatorio, in anestesia locale, con diverse tecniche tra cui il laser e la dermoabrasione. (m.d.s.)
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