Odissea di un esodato Corsa ad ostacoli per avere la pensione

28 Aprile 2015

Il passaggio al sistema contributivo e la legge Fornero beffano un sessantenne: «Ora mi chiedono 72mila euro»

MONTESILVANO. Settantaduemila euro per riscattare la laurea in Economia e commercio. È l’esorbitante richiesta che un esodato montesilvanese, alle prese con il complesso iter burocratico necessario per ottenere il prima possibile la pensione, si è visto recapitare dall’Inps per recuperare i 4 anni trascorsi sui libri universitari. L’odissea di Antonio Rossi (il nome è di fantasia), ex quadro di un’importante azienda del Pescarese, in passato raccontata sulle pagine del Centro, era già cominciata l'anno scorso quando, a causa di una (a suo avviso) errata interpretazione di una circolare dell’istituto di previdenza, si era trovato costretto a cercare un nuovo lavoro all’età di 60 anni.

Rossi, infatti, dopo aver deciso a 54 anni di usufruire dell’incentivo all’esodo – accettando 4 anni di mobilità, così da dover aspettare poi solo tre anni prima del raggiungimento della pensione, senza sapere però che di lì a poco sarebbe arrivata la legge Fornero a spostare la data della sua pensione al 2022 – aveva già avuto dei problemi di calcolo da parte dell’Inps.

«Superata quell’impasse», spiega, «ora sono ancora una volta vittima del cattivo funzionamento dell’Inps che, questa volta, vorrebbe farmi pagare 72 mila euro contro i 24 mila che in realtà mi spetterebbero. Il tutto per un errore della macchina che gestisce la mia pratica, e che fa confusione tra il sistema retributivo, che mi riguardava fino al 2003, e quello contributivo al quale ho deciso di aderire a partire da quella data». Facendo un passo indietro, Rossi racconta che dopo tale passaggio chiese, nel 2008, di poter riscattare la laurea con il metodo retributivo, ma l’Inps disse che non era possibile perché l’utente aveva cambiato sistema passando al contributivo. Decide così di fare ricorso se al giudice di pace per chiedere di poter tornare al precedente sistema retributivo, ma la richiesta viene bocciata poiché, come sottolineato anche dall’Inps, la scelta di passare da un sistema all’altro è irreversibile. «In poche parole», spiega Rossi, «mi dissero che non potevo passare da un sistema all’altro quando e come volevo e che avendo ormai scelto il sistema contributivo, dovevo accettarne onori e oneri».

L’esodato decide di non impugnare la decisione e si «rassegna» a vedere calcolata la propria pensione con il sistema scelto nel 2003. «Eppure oggi, alla mia richiesta di riscattare la laurea, l’Inps ha fatto un calcolo con il sistema retributivo chiedendomi 72 mila euro, contro i 24mila 400 che dovrei pagare con il contributivo. Insomma un paradosso che, stando agli uffici montesilvanesi, sarebbe dovuto a un errore della macchina che non può essere risolto». Una nuova beffa, quindi, per Rossi che si è rivolto ai suoi legali.

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