Oggi il Tar Abruzzo può salvare 469 cervi

9 Ottobre 2024

Va il scena l’udienza sul ricorso ambientalista. E D’Amico ottiene la nuova data per la commissione: si farà l’11 ottobre

L’AQUILA. Caccia ai cervi: mancano solo cinque giorni. Il conto alla rovescia parte da oggi, una giornata campale davanti al Tar Abruzzo dell’Aquila, dove si tiene l’udienza sul ricorso amministrativo presentato dalle associazioni Lav, Lndc Animal Protection e Wwf Italia contro la delibera della Giunta Marsilio che consente ai cacciatori, dal prossimo 14 ottobre, di uccidere 469 cervi in due comprensori dell’aquilano.
Una decisione contro cui si sono levate le voci delle associazioni animaliste e ambientaliste locali e nazionali, di donne e uomini di cultura come Donatella Di Pietrantonio, Dacia Maraini, Riccardo Milani e Setak, ricercatori e naturalisti, amministratori e singoli cittadini: ad oggi oltre 134.000 cittadini hanno sottoscritto la petizione on-line lanciata sulla piattaforma change.org, mentre 47mila persone hanno già inviato una mail al presidente Marsilio con la richiesta di fermare la caccia ai cervi. Sono state avviate anche audizioni in Commissione Agricoltura, ma non si è giunti a nessuna votazione perché la discussione la scorsa settimana è stata rinviata prima a data da destinarsi e poi fissata a venerdì prossimo, alle 12, dal presidente di Commissione, Nicola Campitelli (FdI) in seguito a una precisa richiesta del leader dell’opposizione, Luciano D’Amico, rivolta al centrodestra nell’intervista rilasciata al direttore del Centro, Luca Telese.
La partita, quindi, si gioca su due campi: quello politico, con la maggioranza che tira dritto verso il 14 ottobre, e quello giuridico amministrativo, che stamane si consumerà davanti al Tar. E proprio i giudici potrebbero far saltare i piani del vice presidente della giunta e assessore alla caccia, Emanuele Imprudente, concedendo, in fase cautelare, la sospensiva della delibera di giunta, in attesa di decidere nel merito.
Sono sei i motivi del ricorso che possono salvare la vita a 469 esemplari, compresi i cuccioli con meno di 12 mesi. Lla mancanza di certezza sia del numero dei cervi in eccesso, rispetto al limite di due esemplari per km quadrato sia del rapporto di causa ed effetto tra questi animali selvatici, i danni all’agricoltura e gli incidenti stradali sia infine la quantificazione reale degli stessi, sono i punti forti del ricorso.
«Come evidenziato durante l’audizione davanti alla Commissione consiliare», scrivono gli ambientalisti, «i dati forniti dal Servizio Territoriale per l’Agricoltura Abruzzo Ovest della Regione, al cui interno si trovano i due comprensori dove è previsto l’abbattimento dei cervi, attestano che nel periodo dal 1° settembre 2022 al 31 agosto 2023 sono stati indennizzati danni pari a 25.940,73 euro: una nullità, ancor più se confrontati con i fondi che i consiglieri regionali hanno distribuito, con un maxi emendamento inserito nell’ultima Legge di bilancio, che ammontano a ben 22 milioni di euro distribuiti “a pioggia” a oltre 2.300 beneficiari». (l.c.)