Oggi l’addio a Cristian morto a Castel Menardo

2 Settembre 2016

Serramonacesca, il corpo del 43enne designer è stato restituito alla famiglia Ieri l’arrivo della compagna da Assisi e della sorella Antonella dalla Svizzera

SERRAMONACESCA. Il paese in lutto per la morte improvvisa e accidentale del 43enne Cristian Di Vincenzo caduto, con tutta probabilità, da un muro dei ruderi di Castel Menardo, dove si era diretto mercoledì mattina per la sua passeggiata giornaliera. Oggi si terranno i funerali alle 17. A celebrarli padre Felice Sarumede nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta.

Cristian abitava ad Assisi, dove svolgeva l'attività di designer in uno studio di progettazione e dove viveva da circa sei anni con la compagna Alessia, ma frequentemente tornava a Serra per stare con il padre Gino, ex emigrato in Svizzera e da pensionato rientrato in paese. Amava fare passeggiate ed escursioni nel territorio pedemontano della Majella. Un ambiente che offre tanti percorsi suggestivi e mete amene e che Cristian conosceva bene per frequentarli giornalmente durante il tempo di permanenza a Serra. La sua è stata una morte da attribuire a una incidente banale. Da quanto hanno potuto ricostruire i carabinieri delle stazioni di Manoppello e Scafa, agli ordini dei comandati Lorsi Zonetti e Carmine Farina, coordinati dal tenente Tonino Marinucci, l'uomo sarebbe accidentalmente scivolato dalla sommità del muro su cui era salito per scrutare il panorama, e cadendo avrebbe battuto la testa senza possibilità di riprendere.

Non si esclude che la caduta possa essere stata provocata da un improvviso malore. Il ritrovamento del corpo, che giaceva bocconi con la mani sotto il petto, è stato fatto da due giovani del gruppo della Protezione civile di Serramonacesca, Nicola e Gianluca, che erano stati allertati dal padre Gino, preoccupato del mancato ritorno a casa del figlio. Cristian generalmente non tardava, ma l'altro ieri alle 5 del pomeriggio non era ancora rincasato e da ore non rispondeva al cellulare alle continue chiamate del papà.

Dopo la ricognizione cadaverica eseguita dalla dottoressa Pucina della Asl, è stato disposto il trasferimento del corpo nell'obitorio del pase, effettuato dal Soccorso alpino, dove l è rimasto fino a mezzogiorno di ieri quando è stato restituita alla famiglia per le esequie. La salma è stata composta nella camera ardente allestita nella casa di famiglia dove i serresi, ieri, l'hanno potuta visitare, porgere l'ultimo saluto e stringersi intorno al papà Gino, alla sorella Antonella tornata con la famiglia dalla Svizzera dove vive per partecipare al funerale ed alla compagna Alessia.

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