Oggi l’ultimo saluto a Lupo, re dei Crabs

8 Agosto 2021

I funerali si terranno alle 16,30 nella chiesa della Visitazione, tanti i messaggi di cordoglio su Facebook

PESCARA. Oggi alle 16,30, nella chiesa della Visitazione della Beata Vergine Maria, in via Dalla Chiesa, l'ultimo saluto a Leo Lupo, lo storico capitano dei Crabs, squadra di football americano nata negli anni Ottanta, morto venerdì sera all'ospedale civile, dove era ricoverato per le complicanze di un male contro cui combatteva da tempo. Aveva compiuto 48 anni il 4 aprile.
A piangerlo ora sono in tantissimi come dimostrano le decine di messaggi lasciati sul suo profilo Facebook e le numerose testimonianze di vicinanza ai familiari. Alla moglie Maria, ai figli Stefano e Riccardo, ai genitori Anna e Vittorio, ai i fratelli Francesca e Matteo. In lutto l'intero mondo dello sport. Per Mario De Benedictis, una perdita gravissima. «Quando nell’autunno del 1973 mi trasferii nel mitico condominio di via Antonio Canova», scrive, «eri un fagottino di sei mesi, già capace di contagiare tutti quelli che incrociavano il tuo sguardo con quell’innata, travolgente simpatia. Allora avevo otto anni, mio fratello cinque. Ti ho visto imparare ad andare in bici, spesso accompagnando la pedalata tenendoti il sellino. Ti abbiamo torturato soavemente col sadismo ludico e innocente dei ragazzetti che giocano a fare gli adulti coi più piccini e tu ti divertivi più di noi. Poi, non molti anni dopo, ti abbiamo visto crescere in fretta, caricarti addosso responsabilità apparentemente più grandi delle tue spalle, larghe ma ancora acerbe. Non ci siamo mai persi di vista. Anche tu sempre attivo con lo sport. Abbiamo continuato ad incrociarci sulla riviera fino a qualche mese fa, sempre capace di riempirmi il cuore di entusiasmo con un sorriso e una parola carica di affetto infinito».
Per la squadra di di triathlon abruzzese, a mancare saranno soprattutto la sua allegria, la sua solarità, la sua battuta sempre pronta. Ma per tutti era e lo è stato sino alla fine «un guerriero». A confermarlo il personale del reparto di Rianimazione, dove è stato ricoverato.
Un pensiero ha voluto dedicargli la coordinatrice infermieristica Irene Rosini: «I nostri pensieri oggi sono per te grande guerriero, hai combattuto una battaglia durissima, ma con una serenità unica». E quindi il ringraziamento per «le belle parole» che, prima di andarsene, ha lasciato ai medici e agli infermieri. «Sì», dicono gli amici, «perché lui era una persona speciale», «una di quelle, fa presente Tania Iermanò, «che si incontrano quando la vita decide di farti un regalo». «Hai visto», scrive Mauro Cesarone, «quante persone ti volevano bene? Il bene di cui parlavamo a messa, proprio quello. Se vivi volendo bene muori amato. Ed i tuoi gesti saranno sempre ricordati nel tempo come una ricchezza invisibile ma che non perde mai il suo valore». (a.d.f.)
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